Tempo fa tentai di raccogliere in alcune pagine web un breve riassunto dell’emigrazione degli Ortellesi. Si chiamava “Sbandati, mai partiti, mai tornati”

Dedicai ai ragazzi dell’Istituto De Viti (quello che i castrioti chiamano De Vitis) una pagina ad hoc e una foto di un gruppo di “internati” d’epoca.

Mi fece estremamente piacere che dalla lontana Australia qualcuno abbia cercato e visitato quella pagina:

Sono contento di avere ricevuto una tua risposta. Il mio nome quando ero ha Ortelle era Gelardi Mario. Entrai nell`orfanotrofio penso all’età di 4 anni circa, provenivo dalla maternità Infanzia di Lecce. Lasciai l`istituto penso nel 1958/59. I nomi che piu` o meno ricordo sono Arseni Fioravante, era il nostro guardiano o educatore era locale, De Giampaoli Antonio era locale e suo fratello Damiano, Giannello Carmelo e suo fratello. Carmelo diventò un frate, l`ho vidi alcuni anni dopo a Taranto, Padella Aldo, Caraffa Salvatore questi nomi li ricordo benissimo perché furono i miei compagni quando scappammo dalla cologna del cef di Castro Marina perché ci proibirono di fare il bagno. Ti ho mandato 2 foto una fu scattata 2 anni dopo che lasciai De Viti, l`altra è di circe 5 anni fà. Io sono del 1949, la mia residenza attuale è a Sydney. Ti mando delle scene virtuali speriamo che ti piacciono. Ciaoooooooo Mario Nobile

Mario Nobile -Da Blog PP – Amarcord

Mario Nobile – Da Blog PP – Amarcord

Domenica scorsa ho visto Antonio De Giampaulis proprio davanti a quella foto di gruppo appesa ad un filo da Antonio Chiarello in occasione della Fiera di San Vito e gli ho raccontato la storia della messaggio di Mario. Lui la sapeva già da suo fratello Damiano, ma mi ha comunque rimproverato del ritardo nel raccontargliela.

Ripago entrambi postanto due foto di Antonio che ricambia i saluti a Mario, precisando che lui in merito alla fuga dalle Colonie di Castro Marina si ritiene comunque ed in ogni caso estraneo. Non si sa mai, ha detto.

Antonio De Giampaulis
Antonio De Giampaulis e Antonio Massafra – Da Blog PP – Fiera 2009

Chi ora è adulto e ricorda quel corteo di ragazzi che scendeva per via Vittorio Veneto, attraversava la piazzetta e andava a fare il bagno al Porto, sa perfettamente di cosa stia scrivendo Mario. Col gruppo c’era sempre Fioravante Arseni, il sorvegliante che per anni ha fatto da custode, educatore e padre a tanti ragazzi in difficoltà. Negli anni cinquanta e sessanta, quando l’emigrazione diventò veramente di massa, anche molti ragazzi di Ortelle e dei paesi vicini furono ospitati nell’Istituto De Viti per consentire ai genitori di lavorare più liberamente all’estero. Altri ragazzi avevano diritto al vitto di mezzogiorno. Nell’Istituto c’erano anche i locali del catechismo e sempre a cura delle suore che gestivano la struttura l’asilo comunale.

La conoscenza e l’amicizia tra ragazzi ospitati e noi del paese era inevitabile. Tranne le ore di maggiore libertà di cui noi disponevano, il resto della giornata lo si passava insieme. Asilo, scuola, catechismo, la pallavolo nel cortile, l’Istituto è stato un vero centro sociale. Feste in maschera, recite e tante altre manifestazioni si sono svolte nel suo ampio salone.

Speriamo di aver dato una mano a quei ragazzi dallo sguardo sempre malinconico che la domenica seguivano le lunghe passeggiate di Fioravante con la radiolina in mano ascoltanto le radiocronache delle partite.

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