Ieri ho infilato nove euro e 94 centesimi nelle tasche di non so quale banca on line e mi è stato concesso l’uso di un servizio per cercare notizie di famiglie e parenti. I servizi principali del sito, che si occupa di ricerche di antenati (www.ancestry.it), in realtà è la costruzione di alberi genealogici. E’ chiaramente un’espansione di un grosso sito americano che da poco si è tradotto in molte lingue. La cosa che colpisce sono i software alla base delle elaborazioni, la capacità di archivio e la gestione della elegantissima grafica online.

Sono servizi, quelli genealogici, che nascono prevalentemente in America per soddisfare i bisogni di alcune chiese religiose di ispirazione cristiana che prevedono un particolare culto dei morti ad personam. Tra i precetti di un buon mormone c’è quello di conoscere perfettamente i nomi dei propri avi almeno fino ai bisnonni, questo perchè lo spirito dell’antenato non abbandona mai il mondo dei viventi e, vestendosi dei panni di un vivente, può ancora celebrare sacrameni (come il Battesimo vicario). Ogni chiesa mormone custodisce al suo interno alberi genealogici. Lo standard e i software più importanti per scrivere un albero genealogico (file di tipo gedcom) sono curati per esempio dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (il nome corretto per indicare la chiesa mormone).

Per questo è più facile trovare dati del proprio cognome italiano in uno stato americano che non su siti e server italiani. Nel resto del mondo, occuparsi del proprio albero genealogico è considerata una debolezza o una vanteria, cose di gente che chiamandosi Fantozzi spera di trovare, complice una società di araldica, un antenato duca o perlomeno barone.

In realtà, molte informazioni storiche su emigrazioni, sfollamenti, carestie, invasioni, sono state confermate dallo studio della dispersione dei nomi e dei cognomi di tranquille genti popolane.

Ho provato il servizio e effettivamente è notevole. In un paio d’ore ho immesso 130 nomi di parenti e antenati, alcune schede complete, alcune appena accennate. Al software basta pure un nome di battesimo per incasellare un parente di cui non si ha nient’altro.

Di alcuni parenti ho inserito una o più foto, una cosa molto comoda in quanto l’icona ricavata automaticamente aiuta a districarsi tra tante omonimie di nipoti, nonni e cugini. I collegamenti parentali vengono in automatico. E’ possibile aggangiare profili di un albero al profilo di un’altro albero fondendo le immissioni fatte per macchie isolate. Non solo, se il software incontra una omonimia con altri rami già immessi da altri utenti li segnala e se si è certi della corrispondenza dei dati si può chiedere all’autore il permesso di incastrarli.

Il servizio va oltre: di ogni individuo è possibile inserire più foto, note, eventi della vita come matrimoni, emigrazioni, ecc.. e pure delle registrazioni vocali, dei video o delle veri interviste o audio-racconti.

Il servizio permette vari livelli di privacy. Per esempio, può escludere la visione dei profili delle persone viventi mentre può far consultare quelli delle persone scomparse. Si possono settare differenti opzioni per la visione delle foto o tenerle segrete.

In poco tempo ho tirato fuori il mio albero genealogico, bello e pronto da stampare. Non bisogna organizzare gli spazi sulla carta, allungare, incrociare, cancellare, aggiungere o modificare, una sola password fa tutto.
Ci pensa poi il motore grafico a produrre il grafico. Anche se poi ci si accorge che il grafico è il meno della elaborazione.

Questa è la versione stampabile del mio:

In realtà molti dati mi erano già a conoscenza, appuntati su disegnini pieni di correzioni. Una visita cortesemente assistita del responsabile dell’anagrafe di Ortelle, mi aveva consentito l’arrivo al più vecchio antenato conosciuto, nato del 1806.

In poche ore, poi questo pomeriggio, con l’aiuto del vecchio suocero ho ricostruito un po di ascendenza di mia moglie, quasi altri cento nomi.

Ho fatto un po di conti: se gli abitanti di Castro alla fine del 1700 erano appena 49, non è impossibile arrivare a gestire un database online di tre-quattromila profili comprendendo le generazioni del 1900 e parte di quelle del 1800, arrivando a ricostituire i pochi ceppi che hanno dato origine agli attuali abitanti. Castro offre la singolarità di una scarsa dispersione matrimoniale dove un po tutti si sentono, a ragione cugini.

In un paio d’ore sono venute fuori le parentele di mia moglie con l’attuale sindaco, con Benedetto il barman dello Speran Bar e pure con Salvatore du Pietru che, giustamente mi appella cugino ogni volta che mi vede per strada e mi saluta.

Il nostro progetto Genoma (o Decisifiju) costerebbe solo 9,94 euri e consentirebbe l’immissione online di tutti i riferimenti parentali ad almeno il 1850. Cento immissori, selezionati tra le varie appartenenze famigliari, ovunque residenti, anche all’estero, potrebbero immettere con un’unica password e su un unico albero, migliaia di profili senza sforzo. Ogni famiglia ci terrebbe a infilare la vecchia foto del nonno o del bisnonno e lasciare ai nipoti traccia di un mondo dove tutti erano parenti.

Ormai la tecnologia permette di gestire tutto questo da casa: un pc e una connessione, un nonno con buona memoria, ogni tanto una data di nascita certa, uno scanner per i ritratti più belli. Non serve niente di più. Solo 9,94 euro.

Gli attuali software delle anagrafi comunali, staticamente progettati per certificare un individuo o un nucleo familiare per volta e basta, nemmeno si sognano le prestazioni di questi servizi online.

L’importante sarebbe sistemare per bene e con criterio il progetto alla partenza: un solo ramo per molti immissori o più rami indipendenti collegati solo alla fine tra loro? Come selezionare gli immissori? Come tutelare la privacy? Fino a quale livello allargare la parentela extrapaesana?

Lo start up potrebbe essere sul primo bambino nato del prossimo anno, nel 2010. Si parte da lui e si torna indietro a raccontare un intero paese.

Urge una chiacchierata in Pro Loco.

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