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Articoli con tag ‘restauro’

Cattedrale – Iniziano i lavori di restauro

Da Blog PP – Architettura

A cura dell’Impresa Marullo e su progetto dell’Arch. Fernando Russo, sono cominciati oggi i primi veri e propri lavori di restauro della ex Cattedrale di Castro. Due esperte di restauri hanno iniziato una prima pulizia delle pareti e delle volta della vecchia chiesa basiliana.

Da Blog PP – Architettura

Puliti e bagnati affiorano più chiaramente i primi affreschi

Da Blog PP – Architettura
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Inaugurazione del Castello Aragonese

Inaugurazione del Castello Aragonese

Alla presenza del Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e del Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l’11 luglio 2009, è stato inaugurato e aperto al pubblico il Castello Aragonese di Castro al termine di un restauro ultraventennale.

Da Blogg PP – Inaugurazione Castell

Dopo l’introduzione dell’Assessore alla Cultura Dott. Luigi Capraro e l’esecuzione di un toccante Fratelli d’Italia eseguito dalla banda musicale schierata sul Belvedere di Piazza Perotti, il Sindaco, Prof. Luigi Carrozzo ha ricordato tutti i passi del lungo recupero della struttura, dall’acquisto fino all’ultimo intervento finanziato con fondi comunitari accordati a suo tempo proprio dall’allora Presidente della Regione Raffaele Fitto.

Da Blogg PP Inaugurazione Castello

E’ seguito un momento di saluti tra la folla, un po di interviste e poi il taglio del nastro alla porta del Castello.

Da Blogg PP – Inaugurazione Castello

Il Castello sarà aperto a tempo indeterminato tutto l’anno. Dispone di quattro guide che si alterneranno in due turni e visitabile in ogni sua parte. A richiesta, nei momenti di minore affollamento, sarà possibile essere accompagnati sulla Torre Cavaliere e nei sotterranei. Buona parte degli ambienti sono accessibili anche a persone con ridotte capacità motorie. E’ possibile accedere agli spalti superiori con ascensore.
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E’ ufficiale, si apre l’11 luglio 2009

Da Il Blog di Piazza Perotti – News
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Prima che sia troppo tardi

A giorni dall’apertura al pubblico del Castello di Castro, riprendo un vecchio articolo di Marina Pizzarelli sullo stato del Castello.

Gazzetta del Mezzogiorno mercoledì 10 Novembre 1982
Prima che sia troppo tardi
Espugnata dal tempo e soprattutto dal’incuria, l’antica fortezza di Castro è una delle bellezze del Salento da visitare assolutamente. Ma sarà bene farlo in fretta, molto in fretta.

di Marina PIZZARELLI
Parafrasando un recente titolo del Times, “Visitate l’Italia prima che sia troppo tardi”, si potrebbe dire: Visitate il castello di Castro prima che sia troppo tardi. Sempre che si riesca ad entrarvi, dopo aver ottenuto la chiave del robusto cancello in ferro che ne custodisce l’ingresso, ed a superare incolumi impedimenti vari, quali buche mimetizzate tra la lussureggiante vegetazione spontanea che tutto invade, trabocchetti misteriosi e muri vetusti pericolosamente in bilico nel vuoto. Ma quando infine, vittoriosi su tante avversità, ci si sarà arrampicati sulla sommità della torre maggiore che con la sua mole quadrata domina le rovine intorno, lo spettacolo della costa sottostante, da S. Cesaria a Tricase, vista da un’altezza inusitata per queste parti, sarà la giusta ricompensa di tutto.

Cesare Brandi (Pellegrino di Puglia, Laterza 1977) cosi la descrive: “Di qua e di là la falcatura della costa è perfetta: non si scova nella carta geografica, e forse è appena più grande di Piazza San Pietro, ma sembra vastissima e forbita, di poco meno arquata della prima fase della luna. E alla luna richiama, non già perché il paesaggio sia spettrale, ma per la qualità d’argento delle rocce, che sotto questo sole autunnale ma ancora luminoso, convoglia nel giorno il meglio dei placidi candori della notte”.
E da lassù ci si rende conto del perché questo sito sia stato scelto dagli uomini quale luogo di culto prima (se è vero che qui era un tempio a Minerva), di difesa poi: il promontorio, alto 98 metri sul livello del mare, con le sue pareti irte e scoscese, doveva costituire un luogo suggestivo ed insieme per natura inaccessibile, condizione estremamente importante per questa che da sempre è stata terra di frontiera.
A munirla di una rocca, primo nucleo dell’attuale fortezza, furono con ogni probabilità i Romani, cui seguirono con alterne vicende i Bizantini, quindi, divenuta contea, Normanni Svevi e Angioini. Ed il luogo dovette assumere vitalità sempre maggiore, se nei registri angioini del 1282, tra le fortezze più importanti d’Italia, per la Terra d’Otranto si nomina Castro insieme a Brindisi, Ostuni, Taranto, Torre Maggiore, Ugento e Villanova; e se nella Descrizione di tutta l’Italia Leonardo Alberti (1479 – 1552) la cita come “la città di Castro, ove si radunano i mercanti a fare i loro traffichi, e massimamente per comprare olio, che quivi è portato, si come a luogo opportuno, da i popoli vicini”..
Questo periodo di floridezza economica venne meno allorché, all’inizio dell’età moderna, accentuatasi la disputa politico – ideologica tra il regno cattolico di Spagna ed i Turchi Ottomani, la Puglia divenne il baluardo, la punta più avanzata della lotta contro gli infedeli. Tra la fine del secolo XV e tutto il XVI, Castro ambi infatti da parte dei Turchi una serie rovinosa di assalti che ne fiaccarono irrimediabilmente ogni energia e capacità di ripresa: dapprima coinvolta nella vicenda otrantina (1480), venne quindi saccheggiata e distrutta dai Turchi di Ariadeno Barbarossa nel 1537 e di Bassà Lustambai nel 1573.
Tra tante vicende tempestose la vecchia fortezza, difesa da quattro torri quadrate e due circolari, fu abbattuta, e sulle sue rovine, per volere del viceré spagnolo don Pedro di Toledo, che provvedeva a fortificare le coste pugliesi, venne edificato in carparo il nuovo castello e rinforzata la cinta muraria.
E questa è la fortezza che è giunta fino a noi, ma in uno stato tale di degrado da poter essere identificata con difficoltà nella descrizione che ce ne fa un documento sicuramente databile alla fine del Settecento e custodito nell’Archivio Diocesano di Otranto: “Inespugnabile per natura, perché piantata in luogo eminente, con un terrapièno di circa un miglio, e che offende e non può essere offesa. Inespugnabile per arte, perché le sue mura sono alte palmi trenta cinque e larghe palmi dieci, col circondario di merli fatti secondo l’arte bellica e con spiatore. In esse mura verso Oriente vi sono tre torri alte palmi quarantacinque e larghe quindici con castello guardato da quattro torri, l’una di forma quadra alta palmi 84 e larga 40, l’altra di figura anco quadra alta palmi 56 e larga 43; la terza di figura rotonda, alta palmi 54 e larga 37 e la quarta alta palmi 73 e larga 40. Verso poi occidente vi sono due altre torri o baluardi. l’una di figura ottagonale, alta palmi 70 e larga 35 e l’altra di forma quadra di 73 palmi con guardiola sopra”.
Di questo formidabile sistema difensivo oggi restano le malinconiche rovine del castello, che si sviluppa intorno ad un cortile rettangolare, il cui ingresso, nella cortina Est, è difeso da una caditoia a triplice gettata con mensole a beccatelli ed un tempo anche dal ponte levatoio, come dimostrano l’incastro nel muro che corre lungo il cornicione della porta, ed i fori laterali per la manovra delle catene. Delle quattro torri, quella quadrata rivolta a Sud – Est è quasi completamente crollata, mentre il robusto bastione di Nord – Ovest, la torre cilindrica e l’alta torre quadrata resistono impavidi, anche se in cima a quest’ultima svetta una moderna struttura posticcia, forse una sorta di posto di vedetta in uso durante l’ultima guerra.
Se poi un qualche ostinato e pignolo visitatore del luogo volesse continuare la sua ricognizione alle famose fortificazioni di Castro, per ritrovare quanto descritto da fonti bibliografiche e documentarie, andrebbe incontro a molte delusioni. Per prima cosa constaterebbe la sparizione dell’antica porta d’ingresso alla città, “con le sue belle feritoie all’altezza dei merli” e lo stemma dei Gattinata, signori del luogo, di cui ci riferisce Filippo Bacile di Castiglione. Se ancora, iniziando il giro dal poderoso muraglione di Nord – Ovest, dopo aver oltrepassato la latrina pubblica molto opportunamente lì quasi addossata, volesse percorrere il circuito delle mura e ritrovare le cinque torri che un tempo ne difendevano gli spigoli, constaterebbe non solo la sparizione di ben tre delle suddette torri e di ampi tratti delle mura sostituiti da vecchie case, ma anche alcune sostituzioni in atto sui resti diroccati delle mura (basti guardare il tratto ad Est, presso la torre di proprietà Catalano).
Tutto ciò sempre se il nostro visitatore sarà riuscito ad oltre passare i mucchi di immondizie di ogni tipo che ingombrano gli antichi percorsi lungo le mura e che sembrano aver sostituito, a mò di novella cintura difensiva contro il turista – visitatore, il fossato ormai scomparso.
Eppure Castro oggi punta molto sul turismo: basti pensare che i suoi 2.344 abitanti si moltiplicano durante i mesi estivi fino ad occupare quell’80% circa delle case che rimangono vuote durante il resto dell’anno. E’ però un turismo prettamente estivo, che sfrutta come uniche risorse sole e mare, e che invece andrebbe esteso ad un più lungo periodo, offrendo al visitatore alternative di natura artistica e culturale e valorizzando quindi l’esistente. Ed uno dei punti prioritari in un programma del genere, dovrebbe consistere proprio nel restauro e valorizzazione del castello e delle mura, il primo per utilizzarne a scopi sociali e culturali gli splendidi ambienti ancora salvabili, le seconde ripristinandone i percorsi immediatamente attigui, in un circuito turistico di grande suggestione.
E’ da lungo tempo che si parla dell’acquisto del castello, attualmente di proprietà Catalano, da parte del Comune, e pare che il prezzo inizialmente fissato, con i ritardi burocratici e la cattiva volontà, si sia nel frattempo di molto dilatato. Da qualche anno è stato ufficialmente affidato a dei tecnici l’incarico di approntare il progetto di recupero, e si sa che il Comune ha anche contratto un mutuo per l’acquisto.
Eppure noi insistiamo nel consigliare: visitate il Castello di Castro, prima che sia troppo tardi!.

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Apre il Castello

Dopo un’attesa plurisecolare, riapre il Castello di Castro. Acquisito dal Comune di Castro negli anno 80, dopo anni di abbandono e triste utilizzo, dopo due decenni di recupero statico e fiunzionale aprirà a giorni alle visite il Castello di Castro. Destinato a museo e biblioteca specializzata, sarà possibile visitarlo in ogni sua parte, dai sotterranei fino alle coperture della Torre Cavaliere. Questa mattina, con videotelefonino in mano, ho fatto un giretto per le sue stanze. Si stanno sistemando le ultime cose. Si apre a giorni con un convegno di medici.

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Scavi Belvedere – Rilievi

Da Il Blog di Piazza Perotti – Archeologia

Termina la fase di pulizia e scavo delle strutture rinvenute.
Si evidenzia in modo chiaro la presenza di un tratto murario dello spessore di oltre un metro ad una quota appena inferiore al piano interno dell’edificio comunale. Sul lato di scirocco il muro sembra scomparire, mentre superiormente è occupato da uno scarico (o crollo).
Si cerca la base del muro sul lato intonacato ma per ora alla profondità raggiunta prosegue ininterrotta la facciata intonacata. L’intonaco appare di ottima fattura, presenta piccole rotture accuratamente risarcite.
E’ in corso lo studio dei conci rinvenuti in quantità eccezionale nello strato superiore formati da vasellame, terracotta, resti animali, selvaggina e gusci di ostriche.
Anche i terreni inferiori addossati sembrano di epoca medievale. La fortificazione potrebbe essere parte del vecchio sistema difensivo che non resistette all’assalto dei Turchi del 1480.
La raccolta accurata e lo studio dei vasellami potrebbe dare una risposta certa.
Si cominciano oggi piccoli scavi di resezione sul vicino Scavo Lippolis per la formazione delle pareti e degli appoggi della nuova struttura di parziale ricoprimento. Su richiesta della Responsabile della Soprintendenza Dott.ssa Masiello la struttura muraria sarà visibile da un ampio foro centrale opportunamente posizionato.

Da Il Blog di Piazza Perotti – Archeologia
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