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Articoli con tag ‘porta terra’

La Porta Terra a tranci

Il 16 novembre 1907 si comincia ad affettare le mura della Porta Terra.

Carmine Rizzo fu Salvatore, Nicola Lazzari di Ippaziantonio e Francesco Coluccia  di Medico, proprietari e domiciliati in Castro, sono a Vignacastrisi alla strada Barone davanti a Giovanni Bacile di Castiglione, figlio del barone Filippo di Spongano che su procura agisce per conto della Baronessa Colomba Rossi.

E’ presente il notaio Giannuzzi di Spongano che per prima cosa precisa che la baronessa è proprietaria del tratto di mura affianco alla Porta Terra in virtà di un acquisto del 1893 dal Demanio, con un atto di transizione annotato dal Ricevitore del Registro di Poggiardo nell’agosto dello stesso anno. Strana provenienza, si dava per scontato che i Rossi possedesero le mura e il castello da molti più anni (1785).

Comunque sia, il notaio specifica che si tratta del pezzo di mura affianco la Porta Terra (crollata qualche anno prima), e assegna l’acquisto:

- al signor Francesco Coluccia, per lire 94 e centesimi 81, il primo tratto di muraglione a ponente, secondo i segni già apposti. Confina su tre lati con la strada e per precisione si richiama il nome con cui è conosciuta questa parte: il carcere. Probabilmente compra il lotto per costruire la casa al figlio Giovanni ‘Panijancu’. Giovanni, sofferente di diabete, infatti abiterà al piano terra (dove morirà per le ustioni di un sigaro incautamente tenuto acceso nel letto) e il di lui figlio Floriano, noto come suonatore (pignataru) al piano primo. Floriano sarà padre di Angelo che con Anna Rita Lazzari genereranno nel 1997 il piccolo Floriano

- al signor Nicola Laz(z)ari, per lo stesso prezzo, il tratto seguente al primo verso est, che viene richiamato col nome conosciuto di Porta Vecchia. Il Nicola nato da Ippazio Antonio e Fersini Filomena nel 1869, probabilmente compra per se il pezzo di terra, ha solo 38 anni e forse già sposato con Concetta Merico. Sappiano che la casa fu effettivamente costruita e poi venduta.

-   a Carmine Rizzo, per 65 lire e 38 centesimi, un terzo tratto, che per non sbagliare si indica con termine usato in paese di Civile, probabilmente anch’esso carcere. Il Carmine è generalizzato come fu Salvatore, certamente il padre di Francesco Cicciu, Luigi Chiccurussu, Salvatore, Fiorino, Pasquale e Annunziata.

I tre paesani acquistano per demolire e costruirsi casa e la baronessa, per il suo procuratore, impone obblighi di spesa in particolare al signor Rizzo per premunirsi da crolli durante i lavori imponendogli di fare una camisa di muratura dopo lo scasso alla parte di muraglione ancora di sua proprietà.

Il Rizzo e il Coluccia si dichiarano analfabeti, il Lazzari invece sa firmare il rogito di suo pugno. Testimoni Angelo Urso di Giuseppe e Giuseppe Urso fu Michele di Vignacastrisi.

E’ il 1907 e Castro si affaccia fuori dalle sue mura per le prima volta.

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Alla Ricerca della Porta Terra

Continua il mistero sulla Porta Terra. Abbattuta o caduta, qualche anno prima del 1903, così come racconta Filippo Bacile di Castiglione nei suoi Scritti Varii, descritta velocemente da Cosimo De Giorgi nei suoi Bozzetti di Viaggio, inspiegabilmente mai ritratta da artisti e mai inquadrata negli scatti dei primi fotografi.
Oltre a voler conoscere le sue caratteristiche, viene da sapere le ragioni per cui nessun disegnatore, artista o fotografo, l’abbiano ritenuta degna di un attimo di attenzione. Certo, le viste da Nord o da Ovest sono notevoli e stupefacenti e tali da polarizzare ogni attenzione. Tra i tanti misteri, anche questo mistero non è meno stimolante.
Alla ricerca di un qualunque aiuto, l’ultima traccia di ricerca su cui lavoravo però è andata falla un paio di giorni fa.
Ricordavo quello che avevo appreso nei miei studi universitari di topografia, vale a dire che con l’Unità d’Italia si era dato corso alla redazione di una nuova e organica carta geografica nazionale e che a questo scopo erano stati fissati dei capisaldi per le triangolazioni su torri e campanili di vari centri del mezzogiorno, e ancora oggi sulle mappe dell’Istituto Geografico Militare è facile osservare il simbolo di capisaldo sulla Torre Cavaliere del castello di Castro.
Più volte in molte storie di monumenti antichi avevo incontrato il termine di “prospettino” con riferimento proprio alla istituzione di questi capisaldi, intuendo che fosse una specie di raffigurazione grafica dell’edificio su cui era apposto il segno topografico di collimazione.
Da un po di anni ero alla ricerca di questi prospettini della Terra d’Otranto, finchè un amico geometra non mi segnala che già nel 1997 il suo Collegio professionale aveva curato la pubblicazione monografica ed integrale di tutti i prospettini della Puglia, sia della Terra d’Otranto che della Terra di Bari.
Avuta in mano l’opera ci trovo il castello di Castro, tuttavia ritratto da tramontana in una vista che ricorda molto la vista del De Giorgi. Peccato, potevano riprendere la Torre Cavaliere da levante e magari schizzare qualcosa della vecchia porta.

Lo schizzo che riporto di seguito è del 30 settembre 1870, qualche anno prima dei viaggi di Cosimo De Gorgi e raffigura un castello in alcune parti malandato.

Più interessante l’accenno alla strada non carrozzabile per arrivare a Castro (ogni topografo infatti appuntava ogni riferimento alla visibilità e all’accesso al capisaldo per i colleghi che sarebbero ritornati per le successive misurazioni). Difatti, dai carteggi d’archivio storico del Comune di Ortelle sapppiamo che i lavori di sistemazione della via Vignacastrisi-Castro furono condotti non prima del 1874 ( e forse conclusi nel 1891) anno in cui l’Amministrazione ortellese chiede alla Sotto-Prefettura la concessione di sussidio per la sistemazione della strada.

Nel’album fotografico su Picasa trovate altri prospettini di altri edifici in comuni più o meno vicini.

La caccia alla Porta Terra continua.

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Si rimonta la Porta Terra

Dopo l’esperienza positiva dell’estate 2008 si rimonta a cura della ProLoco di Castro la ricostruzione della Porta Terra.

Da Blog PP – Notizie

Installata per la manifestazione in costume La Dama del Mare ha divertito molto ed è piaciuta. In molti si sono fatti fotografare sotto la sua arcata.

Da Blog PP – Notizie

Quest’anno si replica sia la manifestazione che l’installazione della Porta, speriamo con lo stesso successo e lo stesso divertimento.

Da Blog PP – Notizie
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Scavi Porta Terra – La porta dello Spannocchi

Da Il Blog di Piazza Perotti – Restauri

Si prova a sovrapporre il disegno dell’Ingegnere senese Tiburzio Spannocchi sull’area di indagine per verificare la coerenza tra le strutture rilevate e la rappresentazione grafica prodotta dallo Spannocchi sul finire del 1500. Nella famosa mappa conservata al Museo degli Uffizi di Firenze si riconosce una porta a S con varchi sfalzati e percorso a cielo scoperto. Un primo varco, con portone è sistemato all’esterno in aderenza alla Torre del Cavaliere. Segue un percorso traverso e una seconda porta interna allineata all’attuale via Roma. Un piccolo tratto di fondazioni fanno pensare a un piccolo vano che ospitava un corpo di guardia.

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Scavi Porta Terra – L’impronta

Da Il Blog di Piazza Perotti – Restauri

Viene accuratamente pulito lo spazio occupato fino agli inizi del 1900 dal muro di cinta e della Porta Terra. Emergono le impronte di più fasi costruttive. Una prima muratura di cinta di epoca medievale sembra ispessito sul lato esterno e quello interno. Lo spessore delle mure è prossimo agli otto metri. Al loro interno sembra esserci un taglio tra la porta esterna, segnata da enormi soglie calcaree, e quella interna probabilmente dissassata.
L’assetto sembra confermare i disegni dello Spannocchi. I solchi della carraia fanno ipotizzare che il setto interno sia stato smontato in una prima fase di distruzione per agevolare l’accesso dei carri.

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Scavi Porta Terra – Si comincia

Da Il Blog di Piazza Perotti – Restauri

Si comincia a togliere la pavimentazione di mattoni in cemento alla base della Torre Cavaliere, dove passavano le vecchie mura di cinta dell’acropoli e dove era attestata la Porta Terra di accesso alla città.
Le prime a venire fuori sono delle grosse pietre calcaree (soglie) con chiari segni di usura da attraversamento carraio.

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