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Articoli con tag ‘grotta’

Premio Decio de Lorentiis – Atti I ed. 2008

Premio Decio de Lorentiis - Atti I ed. 2008

Medica Assunta Orlando – PREMIO Decio de Lorentiis

Per la valorizzazione e la diffusione degli Studi e delle Scienze della Terra

ATTI DELLA I^ EDIZIONE 2008

a cura di Medica Assunta Orlando

Pubblicazioni Scientifiche del Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia Decio de Lorentiis

Edizioni ESPERIDI – gennaio 2010

Pubblicazione recentissima del gennaio 2010, riporta da pagina 57 a pag. 103  lo studio  e la catalogazione di un piccolo nucleo di reperti provenienti dall’interno della Grotta Zinzulusa che erano custoditi preso il Museo Civico di Maglie (LE).

 

Lo studio col titolo di “MATERIALI DAL MUSEO CIVICO DI MAGLIE PER UNA RICISTRUZIONE DELLE FREQUENTAZIONI PREISTORICHE DI GROTTA ZINZULUSA” a firma di Sabrina ROSSETTI e Medica Assunta ORLANDO riporta la descrizione e le illustrazioni di numerosi utensili rinvenuti nel lontano 1958 e finora mai studiati organicamente.

L’opera è disponibile presso il Museo Civico di Maglie (LE) al costo di circa  5,00 €.

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Higginsia Ciccaresei

Higginsia Ciccaresei

Maurizio Pansini – Giuseppe L. Pesce

Higginsia Ciccaresei Sp. Nov. (Porifera: Demospongiae) from a  marine cave on the apulian coast (Mediterranean Sea)

J. Mar. Biol. Ass. U.K. (1998), 78, 1083-1091 – Printed in Great Britain

La relazione scientifica dei Proff. Pansini e Pesce sulla nuova specie di spugna rinvenuta nel Pozzo delle Spugne nell’interno della Grotta Zinzulusa nel 1996. La schedatura completa delle caratteristiche della spugna comunissima un milione circa di anni fa e sopravvissuta, per quanto è noto, solo nell’ambiente della Zinzulusa.

Il testo è in inglese e contiene in coda una buona bibliografia.

***

Il documento è disponibile   on line: Higginsia_Ciccaresei_Pansini_Pesce_1997.pdf

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Il Pozzo delle Spugne

Il Pozzo delle Spugne

Museo Civico di Maglie  Decio De Laurentiis  - Venerdì 21 gennaio 2011 – ore 19,00

Serata dedicata alla Grotta Zinzulusa sulla costa di Castro al Museo Civico di Maglie. Il clou della serata è stato la proiezione di 16 minuti di riprese subacquee all’interno della grotta, a partire dalla prima pozza del Cocito, fino alla colonna Morgana con l’ardita discesa nel Pozzo delle Spugne che si è scoperto alla sua base e poi ancora un buon tratto di galleria fino ad un’ampia cavità, sempre sommersa, di dimensioni maggiori del più conosciuto e noto Duomo emerso che si può visitare al termine della solita esplorazione turistica . Dopo la presentazione e il saluto del Sindaco di Maglie Antonio Fitto, è seguita un’ampia esposizione della storia delle ricerche all’interno della grotta Zinzulusa e Romanelli dal Settecento fino ad oggi da parte del Direttore del Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia Medica Assunta Orlando. E’ stata illustrata la genesi delle scoperte e in breve la cronologia delle scoperte paleontologiche nelle due grotte.  Il Prof. Genuario Belmonte, direttore del DiSTeBA – Università del Salento, ha condotto una svelta ma completa esposizione sulla genesi e sulle caratteristiche delle grotte sommerse, soffermandosi maggiormente sugli aspetti della biodiversità e sullo stato della conoscenza delle grotte sommerse del Salento, in verità con ancora moltissimi tratti di costa da esaminare. Interessanti i dati sulla datazione delle stalattiti organogenee che si osservano in alcune grotte sommerse che, studiate col metodo del radiocarbonio,  hanno fatto risalire l’inizio della loro formazione a più di 6.000 anni fa.  

Ma come dicevo, il momento più affascinante della serata è stata la proiezione di 16 minuti di video grezzo delle esplorazioni condotte nell’aprile 1997 da parte di un pool di speleologhi subacquei salentini integrato dai più bravi esperti d’Italia. Il Dott. Raffaele Onorato, presidente del Centro Apogon di Nardò, ha ricordato la storia delle precedenti esplorazioni subacquee in grotta e come si arrivò ad organizzare proprio le immersioni di quel 1997. Complice la premessa di Onorato sulla tragica scomparsa di quasi tutti i vecchi esploratori di quella grotta, tutti morti in occasione di altre sfortunate esplorazioni subacquee, la proiezione del video è stata seguita con un certo patema d’animo da parte della sala che si è sciolta solo nel lungo applauso finale.

Il video era senza sonoro ed è stato commentato da Onorato, con una breve premessa sulle difficoltà di immersione incontrate in un ambiente congestionato da un finissimo fango sospeso sulle pareti e sul fondo dei canali esplorati che rendeva praticamente nulla la visibilità appena questo veniva smosso al passaggio del primo esploratore. Onorato ha raccontato tutta la tensione delle sei immersioni in una  sola settimana per poter avanzare oltre i percorsi già noti delle esplorazioni degli anni settanta. Sei immersioni per fissare la corda di sicurezza da usare come guida al ritorno in condizioni di totale assenza di visibilità e per poter tirare fuori quei sedici minuti di video con la migliore qualità possibile. Read the rest of this entry »

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Grotta Zinzulusa

Ancora uno scatto sul blu di una delle infinite incorniciate della Zinzulusa.

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Chi è quest’uomo?

Rubata dalla rete, pubblico questa foto con la rinnovata speranza di essere più fortunato delle altre volte.

Da Blog PP – Fotografia

Chi è quest’uomo? Il periodo dovrebbe essere prima metà anni trenta. Interno Grotta Romanelli.

Da Blog PP – Fotografia

Gli altri quiz irrisolti:

http://www.micello.it/?p=44

http://www.micello.it/?p=45

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La Grotta del Conte – Il Chiosco di Peppino

1955 – La prima macchina di Caffè espresso

Da Blog PP – Architettura

Nella lunga rincorsa al riscatto civile e sociale della comunità di Castro, il 1955 è un anno fondamentale: arriva la prima macchina del caffè espresso.
Per la gioia dei villeggianti benestanti e di pochissimi altri che possono permetterselo. Arturo Capraro, per i clienti del suo ristorante a Piazza Dante, ne faceva riempire un thermos intero e si racconta che la prima estate del 1955 per essere a la page si fecero follie.

Su incoraggiamento di Don Oreste Stincone, Giuseppe e Rosina Fersini, con l’aiuto del cognato Maestro Antonucciu, falegname, montano un chiosco in legno e avviano l’attività di quello che oggi può fregiarsi del titolo di più vecchio bar di Castro.

Nell’estate successiva, Attilio Valguarnera aprirà in Piazza Dante lo Speran Bar intitolandolo alla moglie Speranzina.

Giuseppe Fersini, Mesciu Pippi per i locali, e da quel giorno Peppino per i suoi clienti, aveva appena concluso l’esperienza fallimentare di un altro locale aperto nel 1951 a Castro alta, in via Pietro Micca nel centro storico. Ma della storia dei locali di Castro parleremo in un altro post ….

Da Blog PP – Architettura
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