Due momenti musicali per l’ultima serata dedicati alla musica popolare salentina.
Prima parte con stornelli a più voci con accompagnamento di solo tamburello. Canti d’amore e di lavoro con i Mascarimiri e la uce de fimmina di Anna Cinzia Villani. Claudio e Cosimo Giannotti con Vito Giannone si sono alternati nelle voci maschili.
Gli Almoraima “Nuevo Flamenco” hanno presentato il nuovo album “Amor Gitano”, musica di un popolo nomade, ebbra di profumi, immagini e sapori vividi, in continuo contatto con l’uomo, Dio e la natura. Una musica che infuoca l’anima e la proietta verso la vita e la libertà.
Rock in Sud per i CRIFIU, il gruppo salentino suona forte e fa danzare all’insegna di una musica che mescola intuizioni diverse, oltre i confini e aperta alle influenze del Mediterraneo, tra tradizione e modernità.
Maria Luisa Bene – Ospite d’onore e premio Zinzulusa d’Argento 2010.
Prima serata dedicata alla poesia e solo nel finale alla musica. Meridiane Produzioni presenta una serata omaggio a Carmelo Bene, “Grazia de’ fiori: WELCOMING THE FLOWERS” performance poetico-pittorica ispirata al poema di Carmelo Bene “I’ mal de’ fiori” con il pittore e mosaicista Orodè Deoro, il poeta Simone Giorgino, l’attore Simone Franco e ospite speciale Maria Luisa Bene sorella e collaboratrice di Carmelo Bene. Gli interventi poetici a cura del Consorzio Autori del Mediterraneo sono stati presentati dai poeti Agostino Casciaro, Roberto Molle e Gianluigi Lazzari.
A seguire, la presentazione del nuovo progetto musicale SUNAYU Electro Mediterranea, produzione originale per il Festival, con Paolo Pacciolla (percussioni, voce), Claudio “Cavallo” Giagnotti (tamburi a cornice, fiati, voce) e Alessio Amato (live electronic) inspirato a suoni del mediterraneo con sonorità indiane e persiane, impreziosite dalla performance di danza di e con Luisa Spagna.
Tutto pronto per la prima delle tre serate dell’edizione 2010.
Si monta il palco in Piazza Perotti con l’esclusivo non-fondale aperto sul Canale d’Otranto per una tre giorni di musica tra tradizionale e novità da tutto il mondo.
Terza serata di festival, dedicata quasi interamente alla musica. Tre i gruppi sul Palco.
Per primo Sam Karpienia, con due validi musicisti al suo fianco. Il trio marsigliese canta struggenti e indiavolate canzoni in dialetto marsigliese (occitano). Sono canzoni di lavoro e di oppresi. Due mandole, una elettrificata, e una batteria mandate spesso su ritmi fortissimi, ossessivi. Bella la voce di Sam.
Sam Karpienia – Les Voyageurs – Live @ Espace Julien (Marseille)
Seguono i Mascarimirì col loro migliore repertorio, con brani tradizionali e le notissime rielaborazioni. Apertura con solo tamburello, poi Cosimo alle chitarre, al tamburello e al canto, Vito Giannone al mandolino e Claudio alla programmazione, voce, tamburello e fiati.
Chiudono i Nudo Al Cubo con composizioni elettro, accompagnate da fiati (tromba e sax) che spaziano dallo sperimentalismo al jazz passando dal dub alla world, ma pure con strumentazioni etniche. Il trio è formato da Alessio Amato ai controlli e alle tastiere e dai due fratelli Dario Stefanizzi al sax e Simone Stefanizzi alla tromba con un pezzo eseguito al didjeridoo.
Sono diciotto scatti stampati in bianco/nero in formato molto piccolo. E’ la Castro degli anni ’70, sulle barche e sulle panchine facce ancora note e ricordate. Il mondo arcaico della pesca stava finendo, il turismo di massa si era affermato. Ricordi della nostra infanzia: i nuovi Camerini, il Gabbiano col...
L’antenato comune a tutti i CAPRARO di Castro è Ippazio, nato nel 1716, di cui non conosciamo finora la moglie, anzi per dirla tutta della sua famiglia non conosciamo alcuna donna. Nel 1742 Ippazio ha 26 anni e vive infatti in una strana famiglia allargata composta da soli uomini. Il...
A differenza di altri cognomi, allo stato della ricerca, quello dei CIRIOLO non converge chiaramente su un ben preciso capostipite. I censimenti più vecchi disponibili, il Catasto Onciario del 1749 e lo Stato delle Anime del 1779, presentano una dispersione alla metà del settecento che, benché limitata nei scarni numeri...
Giuseppe De Santis (1692) nel 1742 ha 50 anni e viene già da due vedovanze. Dalla prima moglie ha una sola figlia, Caterina di 25 anni, della seconda tre figli, Genoa di 22 anni, Pasquale di 19 anni e Saveria 9 anni. Genoa sposa un PISINO, Pasquale sposa Gertrude GRAVANTE,...
Gaetano COLUCCIA arriva da Andrano (LE) a Castro adulto intorno al 1787 e qui sposa Vincenza CARROZZO, che morirà pochi anni dopo senza dare prole. Sposa in seconde nozze Sabatina SERRONE, vedova di un DE GIORGI, e per qualche anno la coppia vive insieme al solo Rosario figlio di Sabatina....
Il quadro dei soggetti portatori del cognome Schifano in Castro nel settecento è abbastanza complesso. Nel Catasto Onciario del 1749 compare già la sola famiglia di Sabatino SCHIFANO (1677), vedovo, di anni 65 accompagnato dalla prole di Angelo (1707) di anni 35, Pietro (1717) di anni 25 e Medica (alias...
Capire gli usi e i costumi di una popolazione è lo scopo di molte scienze, tra queste la più pertinente l’antropologia. Per il passato, lo studio antropologico passa necessariamente dallo studio indiretto delle manifestazioni sociali o individuali in qualche modo conservate (regole sociali, giustizia, arte, letteratura, architettura, urbanistica, ecc..) e...
FULGURA FRANGO, MORTUOS PLANGO, VIVOS VOCO - ( Spezzo i fulmini, piango i morti, chiamo i vivi). Dopo più di un anno di assenza per restauri tornano alla Cattedrale di Castro le campane in bronzo del campanile. Quattro esemplari, di cui tre sicuramente fusi dalla fonderia Nicola Giustozzi e figlio...
[...] This post was mentioned on Twitter by Simone Micello, Simone Micello. Simone Micello said: RT @AngeloMicello Piazza Dante – La ricostruzione http://bit.ly/gAwNjy [...]
No, forse un lontano parente. Luigi Capraro, il tuo amico, nonché mio amico, è tuttora assessore al Comune di Castro. Per stare in tema genealogico, Luigi in paese è più noto come Luigi U Mimmu, sia per ovviare alla forte diffusione del nome Luigi e del cognome Capraro, che per l’unicità del diminutivo usato per riconoscere suo padre Carmine (Mimmu).
Ti ringrazio per il commento.
salve,
intanto complimenti per il bel racconto, ricostruire le radici di una famiglia è pur sempre una microstoria che contribuisce, nel suo piccolo, alla costruzione della grande storia.
Ma questo Luigi Capraro è il nonno del mio amico Luigi Capraro, mio compagno di università, nonché assessore (o forse ex) a Castro?
> Massimo Greco: Se non si notano aloni o macchie per infiltrazioni di acqua è bene lasciare le cose come stanno. Se si notano macchie di condensa (dispersione di punteggiature scure) è bene approfondire perchè piccole infiltrazioni di acqua, pur non comportando aloni evidenti, possono comportare una riduzione della temperatura media della zona con sviluppo, su queste parti più fredde, di condensa.
Le volte alla leccese (spigolo o squadro) nascono per essere intonacate ad eccezione delle volte realizzate in pietra leccese, che come è noto, non ama l’intonacatura. Siccome la realizzazione integrale di volte in pietra leccese è limitata a poche aree del leccese, il resto delle volte è sempre intonacato. La conferma viene dall’esame, dopo lo spicconamento, della pietra utilizzata, dalla pezzatura e giuntura approssimata e poco curata (in quanto prevista l’intonacatura successiva). Tuttavia l’assenza di intonacatura è la regola per molti ambienti non residenziali (cantine, magazzini, case di campagna).
Tutti i contenuti di questo blog sono generalmente creati dall'autore e possono essere liberamente utilizzati da tutti per studio e divulgazione. Gli articoli e le immagini che si riferiscono a persone non possono essere utilizzate se non con il consenso degli interessati. Violazioni della privacy o riferimenti indesiderati, su semplice richiesta, saranno rimossi.