subscribe

Articoli con tag ‘castromarina’

Un parroco felice

Un parroco felice

Finalmente ci si allarga. Dal 1986, anno in cui fu costituita la Parrocchia autonoma di Castro Marina, gli spazi per le funzioni  religiose sono diventati ancora più ristretti. La chiesetta già piuttosto piccola, con la navata non tanto grande che doveva dividersi lo spazio per le nuove esigenze, è diventata ancora più piccola. Nessuno spazio decente per i registri, la sacrestia, la preparazione al rito liturgico. Finalmente si sono ricavate nuove aeree dietro l’abside per ampliare gli spazi sussidiari al Santuario della Madonna del Rosario e tutto pare pronto per i lavori.

Don Piero Frisullo, parroco pro-tempore, ne da l’annuncio sull’Eco del Santuario:

Carissimi, per anni ho accarezzato un “sogno”: quello di annettere nuovi spazi alla nostra Chiesa Santuario “Madonna del Rosario di Pompei”, per un maggior decoro delle liturgie e del Sacramento della Riconcilia­zione, come anche per una migliore con­servazione dei Paramenti e vasi sacri.

E’giunto finalmente il momento di poter realizzare questo sogno. Il presente proget­to, che pongo alla vostra attenzione, pre­vede la demolizione (contrassegnata in rosso) delle vecchie e inadeguate strutture, di molto posteriori alla Chiesa, e la rico­struzione di un nuovo complesso di vani e servizi sussidiari, su una maggiore superficie acquisita da parte del Santuario con la donazione di una fascia di terreno della “Casa di Soggiorno per Anziani San Giuseppe”.

Le nuove opere di progetto (contrassegnate in azzurro) prevedono:

1. Cappella per la Reposizione del SS. Sacramento, ed eventualmente anche per la Celebrazione Eucaristica nei gior­ni feriali; nell’interno della stessa troverà posto un adeguato ambiente “confessionale”, per il Sacramento della Riconciliazione;

2. La Sacrestia sufficientemente ampia non solo per accogliere Celebranti e Ministri, ma anche per la conservazione dei libri, delle vesti e di tutto l’arredo liturgico;

3- Una galleria con nicchie per la collo­cazione delle statue venerate in Castro Marina, oggi sparse in maniera poco decorosa negli angoli della Chiesa e in altri depositi.

Affinché i nuovi locali siano piacevoli da ammirare architettonicamente, verranno realizzati, nonostante il notevole aumento dei costi, con le coperture voltate in mu­ratura del tipo leccese (a spigolo o a squa­dro).

L’attuale progetto è stato realizzato in funzione di un successivo intervento, non previsto in questa fase di lavori, per la sistemazione del Presbiterio.

Il progetto è stato redatto dal geom. Coluccia Rinaldo coadiuvato dall’ing. Angelo Micello. E’ doveroso da parte mia dire un sentito grazie al geom. Coluccia per l’immensa pazienza che ha avuto nei miei confronti, prima di giungere alla tavola definitiva, a causa delle mie continue modifiche.

L’intera opera verrà realizzata con beni patrimoniali e fondi propri dell’Ente “Santuario Madonna del Rosario di Pom­pei in Castro”; e non sono previsti finan­ziamenti da parte di altri enti. Chi libera­mente volesse partecipare con un contributo personale potrà farlo lasciando la sua offerta in chiesa o utilizzando il C/C Postale n. 11695731 intestato a “Santuario Madonna di Pompei”, Via Santuario, 73030 Castro (Le).

Con l’auspicio che i lavori siano completati al più presto, assicurando un ricordo nella preghiera, saluto fraternamente.

Il Parroco d. Piero

 

 

Leggi ancora

Un regalo prezioso

Un regalo prezioso

29 scatti fotografici dall’album di famiglia di Maura Lazzari.

Sono alcune foto in bianco nero, che oltre a dimostrare una certa perizia con l’arte fotografica, rappresentano scorci, architetture e persone di Castro.
Sono tutte molto interessanti, in particolare questa vista del Porto Nuovo, dove si vedono ancora in corso i lavori del nuovo muraglione.

Anche dove la foto va a ritrarre uomini o gruppi di persone è sempre riconoscibile la Castro degli anni 40-50, rinforzando la convinzione che negli album fotografici di famiglia in ogni casa si conservano veri e propri documenti storici.

E qui, se l’occhio va subito alla figura, quasi nipponica, del miliziano fotografato in primo piano (Don Totò Miggiano), chi conosce appena Castromarina, non potrà non riconoscere l’attuale Via Veneto ancora acciottolata con  la casa de u Musulinu sull’incrocio per via Santuario, la vigna della Grotta del Conte, l’area in cui costruirono prima il cinema e poi Villa Galati.

Speriamo nelle risorse che offre Internet e nelle tante persone di buona volontà che hanno voglia di tirare fuori dai loro cassetti le vecchie foto e perdere un pomeriggio per digitalizzarle allo scanner.

Spesso sono album di foto raccolti in anni di vita familiare, poi passati a pochi figli e poi ancora dispersi in tanti nipoti, se non addirittura andati perduti. Se una foto digitale rischia di cancellarsi per una banale avaria della memoria usata come supporto, una foto su carta è quasi eterna a condizione di non perdersi o smarrirsi.

Per questo la condivisione e la circolazione su un supporto più vitale e auto rigenerante come Internet può essere una risorsa alla loro salvaguardia.

La formazione di una copia digitale dell’immagine permette molti vantaggi tra cui, oltre alla conservazione dell’immagine, la diffusione della conoscenza della foto in modo quasi immediato senza la circolazione del prezioso supporto cartaceo.

Invito tutti a raccogliere e digitalizzare  le vecchia foto di famiglia, prima che si sparpaglino in tanti rivoli e passarle in uno scanner quanto prima. Ai tanti nipoti che vorrà un ricordo dei propri antenati  non sarà più necessario dividersi il patrimonio fotografico di famiglia o dever ricorrere a costose riproduzioni fotografche.

La digitalizzazione della foto permette inoltre moltissime correzione, sia di luminosità che di piccoli difetti dell’età o della trascuratezza.

Sarebbe bello raccogliere tutto quello che è interessante ( e tutto è interessante, anche un solo ritratto) in un database unico, condiviso, che consenta pure lo scambio di commenti per la datazione degli scatti, i posti in cui sono stati scatatti e l’identità delle persone ritratte. Credo che questo sia possibile solo in una seconda fase o a meno di uno sforzo eccezionale da parte di molte persone. La prima fase credo che sia la consapevolezza dell’importanza sociale del proprio album di famiglia e l’inizio di una personale raccolta, di uno studio e della digitalizzazione a livello casalingo. L’importante è portare su supporto digitale la foto e prepararsi in questo modo a condividere nel modo più facile possibile in tempi successivi il proprio patrimonio nel database comune condiviso. Si potrebbero pure organizzare giornate dedicate alla memoria con la sensibilizzazione dei ragazzi nelle scuole. Spesso è solo una banale questione di pigrizia.

Se posso dare dei consigli, la scansione delle foto sempre alla maggiore risoluzione possibile. Un buon valore può essere quello di 600 dpi (pixel per pollice) che assicura la conservazione di molti particolari. Risoluzioni maggiori possono aggiungere solo i particolari della grana della carta fotografica, risoluzioni minori sono un grave peccato di perdita di dettagli. Le foto ottenute con questa risoluzione sono pesanti  per lo scambio su Internet, tuttavia sarà cura poi dei curatori del database pubblico effettuare le opportune compressioni o riduzioni di formato che il progresso tecnico consentiranno. Se salvate in formato .JPG non impostate alcuna compressione e controllate che lo scanner non operi alcuna riduzione in automatico. Il formato più fedele (senza perdita di dettagli dopo la scansione) è il vecchio BMP (bitmap).

Le foto in bianco nero scansionatele in scala dei grigi (o colore se non sapete come fare) e non in modalità bianco nero perchè è facile che lo scanner in questo modo vi restituisca delle foto con pixel solo bianchi o neri caratteristica delle immagini dei fax. Le foto che sono virate o stampate sui colori seppia andrebbero scansionate a colori (con aumento della dimensione dei files), questo perchè il viraggio può indicare un particolare periodo della tecnica e del gusto fotografico o una prolungata esposizione della foto alla luce.

Lo scanner va impostato in modo da raccogliere l’intera foto, compresi i margini della foto perchè anche il tipo di bordo è caratteristico di particolari gusti e periodi.

Durante la scansione, se lo scanner è ben regolato, non è necessario procedere a particolari regolazioni sapendo che gli stessi aggiustamenti sono operati dallo scanner per via software e che quindi tali aggiustamenti possono eseguirsi anche dopo con un software tipo Photoshop da mani più esperte e smaliziate.

Se lo scanner ha il rilevamento automatico del formato dell’originale provatelo e controllate sopratutto che non tagli i margini bianchi della foto se sono interessanti. Il rilevamento automatico evita di scansionare maggiori superfici rispetto a quelle indispensabili con aumento della dimensione del file. Ricordate che ogni scanner ha la propria interfaccia (Twain) e nessuno ha mai pensato di uniformarle. Più o meno hanno le stesse opzioni nascoste in menù e tendine e va presa un po di confidenza con alcune prove per non perdere tempo ed entusiasmo.

Le foto scansionate, andranno raccolte in un una memoria abbastanza sicura (hard disk, cd-rom, ecc.), per il solo scambio tra parenti o per riproduzione. Ci sono servizi su Internet che consentono di creare album gratuiti fino a una certa dimensione anche in risoluzione originale, come per esempio Flick o Picasa.  Se si intende scambiare da subito alcune foto o l’intero patrimonio su Internet è opportuno fare una copia delle foto da maggiore risoluzione (600 dpi) ad una accettabile risoluzione di 200 dpi o riducendo la dimensione del formato ad un buon valore di 1.200 pixel totali del lato maggiore.

Famiglia Lazzari – 8 marzo 1942

Gli scatti sono su Picasa in risoluzione maggiore. Se potete registratevi su Picasa e commentatele lasciando informazioni sul singolo scatto.

LA GALLERIA

Leggi ancora

Ombre e penombre

Ombre e penombre

Che Facebook sia il più grande aggregatore che l’uomo abbia mai inventato è fuori discussione. Tutti possono fare tutto. Vedere e farsi vedere. Condividere, discutere, organizzare e soprattutto trovare vecchi e nuovi amici. Si può creare in pochi secondi una pagina per salvare un cane abbandonato o un gruppo per dileggiare una povera vecchietta.

Non si conta poi il numero dei  “mitici alunni della VB” e i gruppi che si promettono di farti ridere intasandoti giornalmente tutta la bacheca.

Provate ora a inserire nella barra della ricerca di Facebook la parola orfanotrofio e i risultati li conterete sulle dita di una mano. Per quei bambini che hanno dovuto fare un Pit Stop nello scorrere sereno della vita si trova ben poco. Quando sembra che Facebook stia per farti riavere per magia un tempo di ricordi che si sono persi in carte abbandonate o in foto di altri ragazzi più fortunati invece arriva il buio più totale.

Ho passato metà della mia vita in un paese che ospitava un Orfanotrofio maschile, il Francesco De Viti di Ortelle e poi l’altra metà in un paese che ospitava un Orfanotrofio femminile il Gabriele Ciullo di Castro e spesso nelle mie pagine su Internet vi ho scritto qualcosa.

E finisce sempre che in qualche parte del mondo qualcuno infila quella parola nella barra di un motore di ricerca e ci finisce dentro. Sono sempre vecchi ragazzi che ci sono passati dentro, mai gente per caso. Poi mi scrivono, mi salutano e spesso mi mandano foto. Vogliono sapere, vogliono farsi sapere.

Se siete svegli di intuito avrete già capito che da poco mi è squillato il telefono in casa.  Francesca, nata nel 1973 a Tricase, da qualche anno per la sua serenità cerca la sua infanzia.  Ricorda di essere stata per pochi anni nell’Istituto di Castro insieme alla sorella più piccola, ma non ricorda quanti. Mi è spiaciuto assai dirgli che l’istituto è chiuso per lavori da molti anni, che le suore sono andate via e che la sua scuola elementare è stata venduta. Cose che fanno già male a noi di Castro.

Chiede solo di sapere quanti anni c’è stata in quell’istituto  di cui ha un ricordo felicissimo, di riavere le sue pagelle delle elementari e qualche foto coi suoi compagni. Mi sono impegnato a parlarne con Don Piero.  Pur stando a pochi chilometri non è mai riuscita a contattare nessuno. I suoi ricordi si fermano a Don Gino Martella e a Suor Gemma.

Perchè la ricerca non vada deserta e compaia un piccolo risultato anche su Facebook, tra qualche giorno costituirò i gruppi su Facebook per i due istituti. Il tempo di avere un po di informazioni e di contatti da metterci dentro. Perchè l’infanzia di un bambino vale più di un gruppo per un gol di un calciatore o una pagina per sostenere l’ennesima idiozia.

(clicca per ingrandire)

Francesca ha 37 anni, è nata nel 1973 a Tricase. Ha frequentato quasi sicuramente la 4^ e 5^ elementare alle scuole di Castromarina. Qui ha fatto la comunione. Ricorda vagamente dei nomi: Geremia Lazzari, Giovanni Schifano, Luciana Lazzari, Giovanni Ciriolo e una ragazza bionda di nome Barbara.

Se siete di quel gruppo fatevi sentire, lasciando un commento qui o su Facebook

Leggi ancora

Tramonto




Tramonto

Inserito originariamente da SuperGiovane

Costa Salentina

Leggi ancora

Navi in rada

Ferme da ieri nella rada di Castro alcune navi trasporto. Il ventaccio nel canale d’Otranto sconsiglia di proseguire verso l’Adriatico alle barche più piccole o a quelle che non hanno particolare urgenza di arrivare a destinazione.

Rada di Castro – Da Blog PP – Fotografia

La curiosità di conoscere la storia di quelle navi è tanta, però, pare che nel nostro Canale tutti abbiano spento i sistemi di rilevamento AIS che permettono di conoscere di ogni nave che superi le 300 tonellate di stazza il nome, le caratteristiche, la rotta e la destinazione.

Succede spesso che nel canale le navi spengono il sistema di rilevamento, chissà perchè?

Leggi ancora

Processione di agosto

Da Blog PP – Processione

E’ dal 1984 che Maestro Carmelo prepara il barcone. Prima di lui Maestro Antonuccio. Prima ancora chissa. Comincia un po a perdersi la memoria. Però sappiamo quando per la prima volta la Madonna del Rosario ha visto il mare di Castro:

“La sera del 22 luglio 1897 a bordo di un traino di proprietà del signor Guida Salvatore di Vignacastrisi d’anni 56, otto giovani castrioti, uguali di statura, partono da Castro alla volta di Lecce per trasportare a piedi la statua della Madonna di Pompei” – Erano Lazzari Ludovico di Giuseppe di anni 20; Lazzari Giuseppe Antonio di Pantaleo di anni 31; Lazzari Giovanni di Pantaleo di anni 27; Lazzari Salvatore di Oronzo di anni 17; De Santis Gabriele fu Antonio di anni 42; De Santis Giuseppe Domenico fu Antonio di anni 42; Coluccia Girolamo di Donato di anni 46. Gli otto sono di ritorno a Castro la sera dopo del 23 luglio 1897 accolti da cittadini e villeggianti che in processione la portano fino al mare per la benedizione”.

Da Blog PP – Processione

Quest’anno per portare in mare la statua della Madonna, col tradizionale baldacchino, è stato parato il S.Rocco.
Mare piatto, tramontana, moltissima gente.

Da Blog PP – Processione

Un po di foto

Leggi ancora
Page 1 of 212

Disclaimer

Tutti i contenuti di questo blog sono generalmente creati dall'autore e possono essere liberamente utilizzati da tutti per studio e divulgazione. Gli articoli e le immagini che si riferiscono a persone non possono essere utilizzate se non con il consenso degli interessati. Violazioni della privacy o riferimenti indesiderati, su semplice richiesta, saranno rimossi.

Login Form