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Articoli con tag ‘biblioteca’

Fonti sulla popolazione della Contea di Castro in periodo aragonese (1450)

Fonti sulla popolazione della Contea di Castro in periodo aragonese (1450)

Uno dei più antichi censimenti disponibili sulla popolazione dei comuni della Provincia di Lecce è quello disposto in periodo aragonese da Alfonso I di Aragona intorno al 1450. La base numerica è il focolare in quanto la base familiare fu adottata per l’imposizione fiscale alla base delle ragioni per cui il censimento fu ordinato.

Pertanto fino alla costituzione dei Catasti Onciari voluti dai Borboni all’atto del loro insediamento nella metà del Settecento, la tassazione non fu applicata “pro capite” ma per nucleo familiare.

Ogni fuoco possiamo ipotizzarlo composto da 5 familiari. Erano esclusi i fuochi degli ecclesiastici in quanto non pagavano tassazione, per cui i dati dei vari focolari possono considerarsi leggermente inferiori alla effettiva consistenza della popolazione residente o ospitata.

Il documento fondamentale è il  Liber Focorum Regni Neapolis custodito presso la Biblioteca Civica Berio di Genova.

I dati riportati sono stati raccolti e pubblicati per la prima volta da Giovanni Da Molin in  La popolazione del Regno di Napoli a metà Quattrocento (Studio di un focolaio aragonese) Bari 1979. L’Autore fa risalire la numerazione al 1447 mentre Fausto Cozzetto in Mezzogiorno e demografia nel XV secolo, Soveria Mannelli 1986, anticipa la data del censimento al 1443.

Prima di tale periodo, ci si può rifare ai dati delle Subventiones generales angioine del 1276, originali perduti nel rogo degli archivi durante il  secondo conflitto mondiale perpretato dai tedeschi in fuga, elaborati a suo tempo da G. Pardi, I registri angioini e la popolazione calabrese del 1276 in “Archivio storico per le provincie napoletane”, XLVI 1921, basate sul precedente lavoro di C. Minieri Riccio, Notizie storiche tratte da 62 registri angioini, Napoli 1877.

Di recente l’originale di una completa numerazione risalente al 1521 è stato rinvenuto nel British Museum ed è stata integralmente pubblicata da Tommaso Pedio in  Un foculario del Regno di Napoli del 1521 e la tassazione focale dal 1447 al 1595, in “Studi storici meridionali”, XI 1991, ora nel fondo Beltrami della Biblioteca Provinciale di Bari.

Riassumendo, le numerazioni disponibili sono: 1447, 1521, 1532, 1545, 1561, 1695, 1648 e 166. Altre numerazioni solo per alcune località colpite dalla grande peste del 1656 furono fatte nel 1658. La maggior parte di esse sono disponibili nell’Archivio di Stato di Napoli.

La numerazione del periodo aragonese, riferita al territorio salentino, è stata oggetto di un piccolo studio da parte di Luciano Graziuso, Dinamica della popolazione di alcuni centri salentini (Comparazione degli attuali insediamenti con i “focularia” del ’400) che riporto in formato .pdf e che potete scaricare nel link in fondo all’articolo.

Per quanto interessa la Contea di Castro e alcuni comuni dei dintorni i dati sono molto interessanti:

Nome nel FoculariaNome attualeFuochiPopolazione stimata
CastroCastrum29145
VignacastrisiVinea Castrensis840
DisoDisum1680
MarittimaMaritima1365
OrtelleOrtella21105
VitiglianoVitillianum840
San Giovanni (Santa Cesarea)Sanctus Ioannes1365
SponganoSpunganum525
CerfignanoZurfignanum41205
LecceLicium13236.615
OtrantoHidrontum2531.265
MaglieMaglie41205

La lettura della popolazione dei 123 centri della provincia di Lecce (qualcuno stranamente assente) riportata integralmente nel saggio di Graziuso permette tante riflessioni sulla ventura e sventura di tanti paesi salentini, come Roca sul mare completamente distrutto, oppure San Giovanni Calavita, centro sul mare dove ora sorge Santa Cesarea Terme, prima abbandonato in favore della popolazione di Vitigliano e poi risorto con un nuovo nome.

Il link al documento

 

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Luigi Maroccia – Il Mosaico della Cattedrale di Otranto

Luigi MAROCCIA
IL MOSAICO della CATTEDRALE di OTRANTO nei suoi simboli ed allegorie
da Il Salento – Almanacco Illustrato
Volume V – 1931 – Pagg. 145-159
Lecce – Ed. l’Italia Meridionale – Lecce

Il canonico Luigi Maroccia in una conferenza del 1927 illustra i motivi e le allegorie rappresentate nel notissimo mosaico della Basilica di Otranto. Sarà il primo di una serie infinita di saggi sullo studio delle scene e dei personaggi ideati da Pantaleone nella seconda metà dell’XI secolo.
Cabala e segni templari, gatti con gli stivali, percorsi della vita e della conoscenza, non tutto è ancora chiaro e convincente nella interpretazione dei messaggi che la comunità basiliana otrantina, tra le eccellenze del mondo medievale, vuole trasmettere ai fedeli e tramandare ai posteri.
Le basi culturali richieste per la lettura dei tanti saggi in materia ( più che di questo)  sono molto elevate: dalla conoscenza della storia, delle principali religioni monoteiste, della cabala e dei principali cicli narrativi del Medieoveo. Se vi stimola la curisosità cercateli in rete.  Qui un contributo di Sabato Scala  o qui (un vero e proprio portale sul Mosaico)

Documento disponibile in .pdf a questo link

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Antonio Lazzari – La preistoria Salentina e Grotta Romanelli

Antonio LAZZARI
La preistoria Salentina e Grotta Romanelli
da Almanacco Illustrato “Terra d’Otranto” compilato da Clodomiro Conte.
Volume II – 1932 – Pagg. 274-279
Lecce – Tipografia Ed. Vincenzo Conte

Antonio Lazzari interviene con queste brevi note a difesa delle tesi di Stasi e Regàlia circa la frequentazione in epoca paleolitica di Grotta Romanelli. Il Lazzari critica alcuni punti dedicati alla preistoria locale da P. Marti nel suo “Nella terra di Antonio Galateo” dove afferma la sola presenza neolitica in Terra d’Otranto.
Risuonano gli echi della polemica con il Pigorini, eminenza dell’archeologia ufficiale, che sempre negò la presenza paleolitica dell’uomo nell’Italia Meridionale.
Il saggio cità alcune date significative, per esempio le date degli scavi già svolti dal Barone Blanc (1914 e 1928) e le modalità della “scoperta” scientifica della grotta.

Il breve saggio, probabilmente, è stato stampato anche in altre pubblicazioni. Questo è estratto da uno dei tanti almanacchi che fiorirono nel ventennio fascista.
Documento disponibile in .pdf a questo link

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Francesco D’Andria – CASTRUM MINERVAE

Università del Salento
Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici “DINU ADAMESTEANU”

CASTRUM MINERVAE
a cura di FRANCESCO D’ANDRIA

Congedo Editore – 2009 -300 pagine -  €35,00

Opera fondamentale, di contenuto originale ed organico sulla storia di Castro. Dopo infinite raccolte di piccoli saggi, scitti vari, a distanza di oltre un secolo dalla Monografia del Cav. Maggiulli, finalmente un’opera unica oltrechè attualissima, che rivede in senso scientifico, storico e documentato, la storia della città di Castro.

I risultati del recente decennio di ricerca archeologica condotti nell’Acropoli di Castro, sono illustrati con disegni, mappe, fotografie completamente originali.  I reperti sono illustrati e  comparati con le conoscenze di tutto il Mediterraneo.

Ripeto, un’opera monumentale che non può mancare nelle case di ogni cittadino di Castro. Comunque da leggere per aggiornarsi allo stato della conoscenza attuale, specie per di chi è stato distratto in questi ultimi anni.

Curata dal Prof. Francesco d’Andria, contiene contributi, oltre che dello stesso D’Andria anche di:  Mario Lombardo, Jacopo De Grossi Mazzorin, Maria Battafarano, Nicoletta Perrone, Luigi Coluccia, Carlo De Mitri, Tommaso Ismaeli, Giuseppe Sarcinelli, Francesco Sergi, Luigi Capraro, Raffaella Perdicchia.

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Corrado Lazzari – TRACCE DI VITA – Poesie

Corrado Lazzari
TRACCE DI VITA – Poesie

Il Laureando – 2006 – 860 p.

Corrado Lazzari nasce a Castro il 22 dicembre 1926, si diploma al Liceo Capece di Maglie e si abilita all’insegnamento scolastico che eserciterà dal 1948 al 1988, dapprima in Castro e poi a Melendugno, paese dove si è sposato e ancora risiede. Alcune sue poesie sono state pubblicate sulla rivista  “Presenza Salentina” e, nel 2006, la moglie Teresa e i tre figli ne hanno curato la pubblicazione pressoché integrale per un periodo che va dal 1946 al 1988, anno del suo pensionamento dall’insegnamento.

Il libro di poesie è diviso in due sezioni, una di poesie scritte nella sua Castro e una per la sua vita in Melendugno. Le opere sono scritte in varie forme, a volte scorrevoli, a volte auliche e spesso in forma dialettale.

Nelle prime opere di un Corrado vent’enne, ancora legatissimo alla sua terra natale e al mare, si ritrovano sempre gli echi della fatica del vivere, l’angoscia e i pericoli del mare.

Segnalo a pagina 12 la poesia dedicata alla tragedia nel mare di Castro del 1947.

Ringrazio la Sig.ra Rosaria Lazzari per la disponibilità del raro originale.

Qui potete scaricare l’opera completa in pdf (20 Megabyte circa)

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Vittorio Boccadamo – GUIDA di CASTRO – La città, il Territorio e le Grotte

Vittorio Boccadamo
GUIDA di CASTRO – La città, il Territorio e le Grotte
a cura di Mario Cazzato
con interventi di A. Costantini e L. Manni

Galatina – CONGEDO EDITORE – 1994 – 146 p. ; ill. ; 20 cm
Collezione LE GUIDE VERDI n.14

Da

Tra le tante guide ad uso turistico, quelle delle Guide Verdi di Congedo sono le migliori, e questa lo è in modo particolare. Attinge a piene mani nell’opera di Vittorio Boccadamo, noto studioso della Terra d’Otranto e della Contea di Castro, con la ristampa di notizie storiche già pubblicate in opere non più in stampa. Integrata con interventi del Costantini e del Manni, riporta in coda un’ampia descrizione dei casali della Contea. Molti disegni e illustrazioni.

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