Salvatore Merola di Cerfignano.

Un mondo feudale e latifondista che ancora resiste. Piena prima guerra mondiale, il fronte italiano dopo Caporetto allo sbando, i diciottenni della classe 1899 sono stati chiamati alle armi da poche settimane. Nell’attesa dell’offensiva finale di primavera, gli austriaci il 20 febbraio 1918 di prima mattina bombardano Treviso, Mestre e Padova.
Salvatore Merola di Cerfignano, agricoltore e proprietario, quel giorno è a Napoli ad affittare la masseria di Capriglia nell’agro di Ortelle.

La trascrizione:

Contratto di Locazione
Vittorio Emanuele Terzo
per grazia di Dio e per volontà della Nazione
Re d’Italia

L’anno millenovecentodiciotto 1918 il giorno venti 20 Febbraio in Napoli e propriamente nella casa di abitazione della Eccel.ma signora Duchessa di Nardò alla Riviera di Chiaia N.264 – Innanzi a me Angelo Pasquale Placco fu Giuseppe, Notaio residente in Torre del Greco, iscritto presso il Colleggio Notarile di Napoli, ed alla presenza dei signori Pietro De Bene di Pasquale, nato in Minervino di Lece e domiciliato in Cocumola anche in detta provincia di Lecce, e Francesco Puddu fu Giovanni, nato a Cagliari e domiciliato a Napoli Via Tarsia N.15, testimoni noti idonei e richiesti:

Si sono costituiti:

Da una parte – L‘Eccelentissima signora Duchessa di Nardò, Donna Maria Zunica del fu Duca della Castellina Antonio, vedova del duca di Nardò Francesco Acquaviva d’Aragona, gentildonna e propretaria, nata a Napoli e qui domiciliata Riviera di Chiaia N.264 – E dall’altra – Il signor Salvatore Merola fu Domenico, agricoltore e proprietario, nato e domiciliato in Cerfignano, Provincia di Lecce, e qui in Napoli di passaggio. –

L’eccelentissima Duchessa di Nardò è da me personalmente conosciuta, mentre della identità personale e capacità giuridica del Merola fanno fede i sottoscritti testimoni, assunti in questo atto anche da fidefacienti.

– Narrativa = La signora Duchessa di Nardò Maria Zunica per donazione ricevuta dalla madre Duchessa della Castellina e Principessa di Cassano, Donna Luisa Riario Sforza, con rogito per Notar Michele Mazzitelli del 18 Novembre 1886, trascritto presso l’Ufficio delle Ipoteche di Lecce addì 6 Gennaio 1887, N.4817, possiede nel terrimento di Vignacastrisi, frazione del Comune di Ortelle, in Provincia di Lecce, una vasta masseria denominata Capriglia, composta dei fondi indicati come in antica platea esistente presso detta Duchessa, coi nomi di Pitria, Capriglia, Chiusura Finocchio, Aia, Ortore limitrofo all’Aia, Giardino della Cappella, Santaloja Vecchia, Masseria Capriglia, Ortore adiacente e contigua, Vignali, Serra pascolosa, Monte e Larghi la Croce, Monte Finocchito, Larghi Pezza li Monaci, Caggiubba e Larghi li Monaci, Chiusura lo Viero, Chiusura la Grotta, Cicirumella, Spitali e Pezza la Casa, giusta le antiche denominazioni dei fondi medesimi. – Inoltre la stessa è fornita di un esteso fabbricato rurale, cioè stanze per abitazioni, magazzini, pagliera, corti ed altri vani per ricovero di bestiame. – L’intera masseria Capriglia secondo antiche indicazioni platearie esistenti presso la locatrice Duchessa di Nardò è di circa centosettanta tomolate, cioè di circa ettari 83,30, considerandovi la consetudinaria tomolata di circa are 49, ma che che si sia della detta misura la masseria s’intende dalla prefata Duchessa di Nardò fittare a corpo e non a misura, condizione che inverso signor Merola si accetta, per essere egli perfettamente sciente dello stato di diritto e di fatto di detta masseria, e quindi della sua notoria estensione e confinazione.  – Prostisi, quindi, le parti di accordo sugli altri patti della locazione, si diviene alla stipula del presente rogito regolato dagli articoli che seguono

1° – La precedente narrativa forma parte integrante e sostanziale di questo contratto

2° – La costituita signora Duchessa di Nardò concede a titolo di locazione all’altro costituito signor Salvatore Merola fu Domenico, la masseria di sua proprietà denominata Capriglia come sopra descritta e confinata; ed esso Merola l’accetta, dichiarandosi sciente e contento dello stato di fatto e di diritto in cui detta masseria come coltura fabbriche in essa esistenti, si trovano.

3° – La durata dell’affitto è di anni sei, continui e forzosi, che cominciano al primo settembre millenovecentodiciotto e finiscono il trentuno Agosto millenovecentoventiquattro.

4° – L’anno estaglio si conviene e stabilisce per lire ottomilaseicento delle quali lire ottomiladuecento sono per l’estaglio vero e proprio della masseria, e lire quattrocento sono in compenso della decima e metà del prodotto della denominata vigna Capriglia che si coltiva dal signor Salvatore Guida per altro contratto in corso, decima e metà che si dovrebbero dal Guida corrispondere alla proprietaria Duchessa di Nardò, e che la Duchessa rilascerà a favore del detto fittuario signor Merola, come si spiegherà ancora meglio all’articolo 25 di questo rogito. – Il detto estaglio di lire ottomilaseicento sarà pagato come segue: nel primo anno di locazione (quello cioè che corre dal primo settembre 1918 al 31 Agosto 1919) il conduttore Merola pagherà per tutto il primo agosto 1919 lire cinquemilasettecentotrentatre e centesimi 32, intendendosi che se egli prima di detta data venderà i cereali prodotti del fondo locato dovrà pagare prima, e nell’atto della conchiusione di detta vendita, prima di far uscire i prodotti dal fondo, le rimanenti lire duemilaottocentosessantasei e centesimi 68 a compimento dello estaglio delle lire ottomilaseicento, le pagherà per tutto il primo dicembre di quell’anno 1919. Negli anni successivi il pagamento ello estaglio sarà fatto in tre rate, cioè al primo febraio lire duemilaottocentosessantasei e centesimi 66, al primo agosto lire 2866,66 ed al primo dicembre le altre lire 2866,68. Nell’ultimo anno, benvero, cioè nel millenovecentoventiquattro, lire duemilaottocentosessantasei e centesimi 66, verranno pagati a primo Febbraio, e per tutto Agosto saranno pagate le altre due rate in lire cinquemilasettecentotretatre e centesimi 32. Anche in tutti questi sucecssivi anni s’intende ripetuta la clausola di cui sopra, riflettente il pagamento dello estaglio prima del 1° Agosto se i prodotti in cereali vengano venduti prima e senza che gli stessi escano dal fondo – Tali rate di estaglio, nel rispettivo maturo, saranno spedite a Napoli nel domicilio reale  della signora Duchessa di Nardò Maria Zunica, o a chi essa indicherà, da esso fittuario signor Salvatore Merola, in moneta corrente del Regno, escluso bronzo o nichelio, tranne che per frazioni di lira, e le relative spese postali saranno a carico della Duchessa.

5° – Le doti assegnate alla ripetuta masseria sono le seguenti: a) Animali bovini di giusta età ed atti al lavoro, per il valore di lire seicentotrentasette e centesimi 50;  b) Sessanta pecore di corpo, delle quali trentasei di ottima qualità, e ventiquattro recettiili, cioè non cieche, non zoppe e nè mancanti di denti – c) Tre montoni di buona qualità – d) Quattro capre di buona qualità – e) Grano ettolitri tredici e litri ottantanove pari a tomola venticinque – f) Orzo ettolitri ventidue pari a tomola 40 – g) Avena tomola trentacinque misura colma, pari a ettolitri ventidue misura rasa – h) Fave tomoli sei, pari a d ettolitri tre e litri trentatre – i) Lupini tomola cinque pari ad ettolitri due e litri settantotto = Tutti i detti generi di buona qualità e per uso di semenza – j) Paglia di grano,  immessa nella pagliera per la lunghezza di palmi sedici pari a metri quattro e centimetri 22, e per l’altezza di palmi undici, pari a metri due e centimetri 90, a taglio per pedicolare, e paglia di orzo nella pagliera palmi sette edi lunghezza pari a metro uno e centimetri 14, e palmi undici di altezza pari a metri due e centimetri 90, anche a taglio perpendicolare, come da segni esistenti ad uno dei muri del capannone – k) Una carretta in ordine del valore un tempo di lire centosessantotto e centesimi 50, ma che ora per i rincari di tutti i generi vale molto dippiù – l) Tre aratri coi rispettivi gioghi buoni e servibili – m) Due vomeri di ferro del peso di chilogrammi undici sani e servibili – n) Una madia, per la ricotta salata in buono stato, ma senza serratura – o) Un caccavo di rame rosso del peso di chilogrammi sei e grammi 460 – p) Otto mangiatoie nella masseria; cinque pile ed un pilone vicino al pozzo, e due altre pile vicino all acisterna della masseria  –

6° – Il signor Merola Salvatore riceverà le dette scorte vive e morte direttamente dall’uscente fittuario Filippo Guglielmo, il quale ora conduce la detta masseria capriglia giusto contratto del 27 Gennaio 1912, registrato in Napoli Uffiio Atti privati addì 13 Febbrraio 1912 al N.16984 con £ 120.98, nel segente modo: a 29 giugno corrente anno le pecore e le capre di sopra indicate, e a 31 agosto anche corrente anno l’altra scorta anche sopra indicata. – Egli Merola a sua volta si obbliga a di farne la restituzione sulla masseria al termine del presente contratto e nelle stesse epoche consuetudinarie, cioè le pecore e capre a 29 giugno 1924, e le altre scorte a 31 Agosto dell’anno medesimo.

7° – Esso signor Salvatore Merola non potrà allontanare dalla masseria le suddette doti, per qualsiasi causa senza il permesso scritto della proprietaria.

8 ° – La paglia nell’ultimo anno sarà immessa nella pagliera  a spese del fittuario Merola medesimo, previo avviso alla Duchessa, affinchè essa possa mandare persona di sua fiducia per assistervi.

9° – Il fittuario Salvatore Merola rinunzia  a tutti i casi fortuiti che potessero distruggere in tutto od in parte il raccolto, quali grandine, le alluvioni, la mosca olearia, la filossera, la peronospera, l’oscamorina, la grittogama, e, in generale, giova ripeterlo, a tutti i casi fortuiti ordinari e straordinari, prvedenti ed imprevedenti, dipendenti da cause meteriologiche e telluriche, che potessero in tutto o in parte danneggiare i prodotti della masseria e le piante della medesima, fra le quali va compresa anche l’invasione arvicolare. – Si spiega che si illimitata rinunzia è derivata dal fatto che tutte le menzionate ipotesi e probabilità di danni si sono tenute presenti dal sig.r Salvatore Merola nell’offrire l’estaglio nella misura di lire ottomilaseicento, mentre esso avrebbe dovuo essere maggiore. – Fra le rinunzie ai casi fortuiti di cui sopra, e ad evitare qualunque equivoco od interpretazione, va incluso quella delle possibili perdite, totali o parziali del prodotto della vigna Capriglia, di cui all’articolo 25, in modo che il signor Salvatore Merola non riceve per una delle tante circostanze, quassù elencate, alcuna cosa della metà e decima del prodotto di detta vigna, dovrà sempre cosrrispondere alla Duchessa di Nardò lo intero estaglio indiminuito di lire ottomilaseicento, come sopra pattuito.

10° – La coltivazione dei terreni sarà fatta a regola d’arte e secondo gli usi locali, ed il locatario ha la facoltà di seminare ogni due anni i terreni per la pastorizia, affin di migliorare la qualità del pascolo. Nell’ultimo anno della locazione, egli ha l’obbligo di lasciare tomola venti di maggesi, pari ad ettari dieci ed are settantacinque, e specialmente nel fondo Aia, e altre tomola venti di erba. – Il fondo Serra della Pastorizia o “Serra pascolosa” potrà lasciarsi a ristosopia. – E’ permesso, inoltre, al fittuario di potere nei limiti che crede di impiantare nei fondi della masseria fittata la coltivazione del tabacco; benvero tale coltivazione non dovrà recar nocumento alle coltivazioni e piante esistenti, specie agli ulivi. – Come pure tutte le spese e gl’impianti fissi e mobili, occorrenti per detta coltivazione e per la raccolta del prodotto, saranno fatti ed eseguiti a cura e spese del fittuario; ed alla fine della locazione non potranno rimuoversi ed asportarsi, ma dovranno rimanere a beneficio della proprietaria, senza obbligo da parte di questa ad indennizzo o pagamento qualsiasi.

11° – Tutti gli animali formanti doti della masseria e quelli che potrà tenere il locatario sig. Salvatore Merola, dovranno dimorare e pernottare nella masseria, e il letame che se ne avrà, sarà impiegato per la concimazione alternativa dei terreni, non potendo il locatario distrarne la più piccola quantità, sotto la penale di lire quaranta per ogni carretta che arbitrariamente fosse asportata via e ciò senza bisogno di adire il magistrato, essendosi convenuto bastare la dichiarazione della persona di fiducia della Duchessa di avere ciò verificato per poter esigere la detta penale dal locatario il quale sin da ora accetta tale patto.

12° – Resta a carico del locatario quanto potrà occorrere, per mantenere i muri a secco che circondano i terreni della masseria, come gli sono stati consegnati, e siano essi muri antichi o di recente costruzione.  – Trascurando, lui ciò, la Duchessa senza attendere il termine dello affitto potrà disporne la riparazione a spese di essi locatario, perchè espressamente convenuto.

13° – Qualora nell’ultimo anno dello affitto si trovasse seminata della bambagia nei terreni della masseria, il locatario avrebbe il diritto di raccoglierla sino al venti ottobre di quell’anno-

14° – Mancando l’acqua per abbeverare gli animali della masseria Santa Cesaria, il fittuario sig Salvatore Merola deve permettere che essi siano menati al pozzo di Capriglia, passando però essi per la strada e senza arrecar danno.

15° – Il locatario si obbliga di abitare sempre i locali della masseria, tenendo i fabbricati ed i pezzi d’opera come li ha ricevuti, sicchè qualunque danno potesse avvenire per sua colpa o negligenza sarà riparato a sue spese, dietro rapporto e verifica della persona di fiducia della Duchessa. – Per tutte le riparazioni ordinarie ai fabbricati ed alle capanne delle quali non potrà incolparsi il locatario, costui vi concorrerà solamente al trasporto del materiale di qualunque specie e colla decima parte delle spese.

16° – Trovandosi in perfetto stato il giardino attaccato alla Cappella con alti muri, il locatario si obbliga a conservarlo in ordine, venendo a perire qualche albero, egli ne pianterà altro della stessa specie, e nello stesso anno in cui se ne verificherà la perdita. – Inquanto alla coltivazione, poi, egli si obbliga di tenerlo a fogliami ed ortaggi, e, tutt’al più, in qualche annua potrà piantarvi dei legumi e dell’orzo, per solo uso di foraggio, sempre però nei larghi ed oltre la periferia della chioma degli alberi.

17° – Piacendo alla  signora Duchessa di staccare dei fondi dalla masseria per piantarvi vigna, sarà in sua facoltà di farlo in qualunque tempo, dandone però avviso sei mesi prima ad esso locatario, e gli abbonerà lire quarantotto e centesimi 60 annue per ogni tomolata che ne distaccherà.

18° – Dovrà esso locatario somministrare annualmnete gratuitamente all’Amministrazione tre viaggi di carretta, a qualunque richiesta dell’Amministratore, e più quintali sedici di paglia di grano, che dovrà trasportare dove gli sarà indicato.

19° – Piacendo alla signora Duchessa di prendere in deposito dei generi in tempo di raccolta, per garenzia dello estaglio, esso locatario dovrà trasportarli in appositi magazzini a sue spese e dove gli sarà indicato.

20° – Resta vietato al locatario di poter subaffittare in tutto o in parte la masseria in parola, senza il permesso in iscritto della signora Duchessa. Potrà solamente fare dei piccoli affitti parziali.

21° – Oltre le doti sudescritte esso locatario Salvatore Merola riceverà dal fittuario uscente Filippo Guglielmo a 31 Agosto prossimo venturo, tutti gli arredi sacri destinati alla Cappella di S. Eligio, che sono: Un calice con coppa e patera di argento del peso di once sei pari a grammi 150 – Una pianeta completa, ed un camice di tela col corrispondente ammitto e cingolo; ed esso fitturaio avrà l’obbligo di conservarlli e riconsegnarli alla propretria Duchessa di Nardò al termine dell’affitto.

22° – Essendosi anni or sono cavato un pozzo di assorbimento nel fondo Capriglia, per assorbire le acque che vi si ristagnano, ed essendosi cavati anche dei canali per il corso delle stesse, resta a cura di esso locatario il mantenere puliti i detti canali, e tenere sgombra per quanto è possibile la bocca del pozzo da materiali che si potranno accumulare, ed in mancanza sarà tenuto ad ogni spesa che potesse occorrere per queste ripararazioni.

23° – Per ogni caso di trasgressione, tanto per il pagamento dell’estaglio, che per l’adempimento di tutti i patti e condizioni, nonchè per la restituzione delle doti ed oggetti diversi che esso Merola ha ricevuto, si assoggeterà essere astratto con tutti i mezzi di legge, senza pregiudizio di tutti i diritti o ragioni che che commettono alla signora Duchessa di Nardò, tanto per disposizione di legge, che per patto espresso, su tutti i frutti della masseria, animali di ogni specie, ed oggetti diversi che potranno rinvenirsi. E per maggiore garanzia e sicurezza delle obbligazioni assunte, il costituito Salvatore Merola fu Domenico, sottopone ancora a speciale convenzionale ipoteca a favore della sullovata Duchessa Donna Maria Zunica, e fino alla concorrenza di lire ventimila i seguenti immobili di sua proprietà: a) Il giardino Immacolata in agro di Cerfignano, confinato da nord e sud col signor Nicola Spagnolo, e da est con Vito Spagnolo, riportato nel catasto di Minervino sotto gli articoli 3306 e 3307. – b) Oliveto Montriagnoli, confinante da nord con Giuseppe Pasca, da sud con eredità Tamborrino, da est con via pubblica e da ovest Francesco Spagnolo. – c) Casamento in Cerfignano confinante ad ovest con la piazza di Cerfignano, da nord con la Scuola Comunale, da sud con i beni della eredità Episcopo, e da est con Domenico Merola. – d) Casamento in Cerfignano al largo piazza, confinante da nord ed est con Nicola del Prete, da ovest con cortile comune e da sud con la eredità di Episcopo. – e) Fondo rustico detto Immacolatella in Agro di Minervino di Lecce, confinante da nord Muricano Luigi, da ovest Vito Spagnolo, da est eredi di Gaetano D’Ostuni, riportato in catasto all’articolo 3306 Sezione G, N.217, reddito imponibile lire 259. – f) Giardino Pillella in Cerfignano attiguo alla casa di proprietà di esso Salvatore Merola, confina a nord con Accogli Salvatore e fratelli, da ovest Casa Comunale e da est con Del Prete, riferito in catasto all’articolo 3306, terreni del comune di Minervino di Lecce, di cui è frazione Cerfignano. – g) Terreno detto Cuscapiane nella detta frazione Cerfignano, di natura oliveto, confina a nord  con fondo Tamborrino da ovest col fondo Frissari Duca di Scorrano, da est con Pietro Mauro e da sud con via pubblica, riferito in catasto sotto l’istesso articolo. – h) Fondo Sarcinella, seminativo, confinante da sud con Rocco Bleve, da nord Talore Salvatore e dagli altri lati via pubblica, riferito in catasto come sopra.  i) – Fondo Lanzo Lozze sito nella istessa frazione, confinante con Tamborrino, Calora Rosario, Calora Giuseppe e Pasquale Caricasoli, anche in catasto come i precedenti.  – f) Fondo olivettato, Caccagnoli, confinato da Pasca Giuseppe eredi con Antonio Natricato, strada pubblica e Spagnolo Francesco, in catasto N.2909 Frazione Cerfignano comune di Minervino.

24° La signora Duchessa di Nardò ha diritto di mandare in qualunque epoca, persona di sua fiducia per controllare l’osservanza di tutti i patti di questo contratto, e per qualsiasi altra ragione impreveduta.

25° – Fa parte della locazione la metà del prodotto della vigna Capriglia fittata a Mezzadria a Salvatore Guida con rogito Pedaci del 6 luglio 1902. – Quindi nei termini del detto contratto  Perdaci, mentre Salvatore Guida dovrà dare alla signora Duchessa di Nardò la decima e la metà del prodotto della terra da lui coltivata avigna, corrsponderà al nuovo fittuario della Caspriglia sig. Merola la decima e la metà del prodotto stesso. Il nuovo fittuario Merola così surrogato nei diritti della Duchessa di Nardò di ricevere la metà del prodotto oltre la decima, resta del pari surrogato negli obblighi della proprietaria per quanto riguarda lo zolfo occorrente per l’atuale zolforazione, l’acqua al solfato di rame, ed ogni altra ipotesi preveduta nel detto contratto di locazione per Notar Pedaci, che intendesi qui per rispettato e trascritto.

26° – Tutte le spese del presente contratto, quelle della stipula a mezzo di Notaio, e tutte quelle conseguenti di pubblicazione di ipoteca e della copia esecutiva a favore della Duchessa di Nardò, sono a carico del fittuario Merola; e la signora Duchessa di Nardò dovrà concorrere alle dette spese solo allla metà dell’originale atto e relativo registro. – Richiesto io Notaio ho ricevuto il presnte atto di cui ho dato lettura in presenza dei testimoni alle parti, che da me interpellate mi hanno dichiarato essere il contenuto conforme alla loro volonta. L’atto presente scritto per mia mano e cura, viene sottoscritto in fine ed a margine dei fogli intermedi dalle parti, dai testimoni e da me, e consta di sei fogli di carta di cui cinque interamente scritti e del sesto la prima facciata = Firmato = Maria Zunica Duchessa di Nardò = Merola Salvatore = De Bene Pietro teste, Puddu Francesco teste, Notar Angelo Pasquale Placco = Registrato a Torre del greco addì 8 Marzo 1918 – Atti Pubblici Vol. 73 – N.402 – Esatte Lire centoottantasei e cetesimimi 30

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