Da Il Blog di Piazza Perotti – Architettura

Oggi prima riunione con qualche anticipazione delle analisi condotte finora dgli esperti nominati dal Comune. In seduta libera, nell’aula consiliare della sede comunale, alla presenza di molti proprietari, consulenti di parte e legali, il tecnico incaricato della messa in sicurezza dell’area (finalizzata alla realizzazione delle condizioni di sicurezza per esperire gli accertamenti giudiziari) Ing. Donato Saracino, il geologo Lazzari oltre che il Consulente Tecnico Prof. Vitone (nominato dal Sostituto Procuratore) hanno illustrato le prime anticipazioni sulle indagini finora esperite sui luoghi del crollo.
Il Prof. Vitone ha sollecitato l’esecuzione delle opere per poter accertare lo stato dei luoghi nel rispetto della conservazione dei reperti. Ha insistito sulla obbligatorietà della verifica statica per le parti residuali al crollo (da farsi comunque anche in fase successiva), comunque obbligatorie per legge prima di ogni riuso (abitabilità) delle parti residuali il crollo.
L’Ing. Saracino ha illustrato lo stato delle opere residuali illustrando con foto e diapositive le sezioni e le planimetrie dei vari livelli. Ha illustrato i dissesti principali delle strutture murarie e le incongruenze statiche già rilevate e ha condotto una breve verifica statica su alcuni tratti murari della parte non crollata (palazzina sul lato di mare, colorata sulla facciata di rosa). Ha prospettato dei costi di intervento nelle due ipotesi principali: 1) il recupero almeno della palazzina rosa (lato mare) con idoneo risanamento statico che crei o ripristini le condizioni di sicurezza previste dalla legge; 2 ) l’abbattimento e la ricostruzione integrale di tutte le parti sia quelle già crollate sia quelle residuali. La seconda ipotesi è stata appena accennata. Da quanto si è capito il tecnico propende per realizzare le condizioni di sicurezza necessarie all’accertamento giudiziario prevedendo la separazione statica tra le due palazzine (nel tempo fusesi con delle fetazioni a ponte), il bloccaggio dei piani alti (proprietà Vernola) con incatenature, quindi l’eliminazione di tutte le strutture intermedie tra le due vecchie palazzine e in definitiva la demolizione a mano dei fabbricati a volta di proprietà De Giorgi e di quelle sottostanti (in pratica la palazzina con le arcate e le grotte sotto che ha subito il crollo principale).
Il Dott. Lazzari, geologo, ha illustrato le caratteristiche della roccia e il contesto litologico di tutta l’area. Ha poi illustrato il risultato delle indagini geognostiche lungo l’asse di via Santuario spiegando alcune mappature a colori ottenute dalla prospezione sia elettrica sia sismica del sottosuolo. Le indagini, che si sono spinte fino alla profondità di 40 metri, hanno rilevato, sia lo strato basale calcareo (Calcari di Castro) sia la presenza al di sopra di una ampio ammasso di calcarenite alle spalle dei fabbricati crollati che se pur interessato da piccole discontinuità (variazioni o cavità) fa ben sperare sulla stabilità del costone posteriore e la sicurezza di tutta Via Santuario. Non ha presentato il risultato delle riprese video all’interno delle cavità esporate (grotte crollate) perchè ancora in lavorazione. Ha illustrato l’installazione di almeno undici punti di rilevamento con scanner-laser per l’acquisizione dei dati metrici della struttura e per lo studio di fenomeni evolutivi della struttura. Al termine della illustrazione ha comunicato che il fabbricato DeGiorgi ha manifestato un avanzamento verso la Piazza Dante di 2 (due) centimetri dall’ultimo rilevamento, facendo capire, (come prima il Prof. Vitone aveva accennato) che o i blocchi crollati possano concorrere ad un equilibrio pure essi stessi (ma tale contributo stia venendo meno) o che le capacità portanti dello strato calcarenitico sottostante residuo si stiano degradando per varie ragioni. Sono state proiettate foto delle attrezzature e delle prove e i due diagrammi di prospezione (due sezioni sull’asse di via Santuario). In particolare ha molto colpito lo stato della volta calcarenitica dell’ambiente ipogeo di proprietà della Sig. Lazzari Ida (posto in parte sotto Rampa Italia e in parte sotto la palazzina con le arcate crollato). Sia secondo l’Ing. Saracino che il Dott. Lazzari la presenza di un grosso pilastro centrale in muratura posto al centro della volta dell’ambiente in periodi pasaati ha giovato moltissimo a impedire il crollo totale della parte superiore. Un po durante e un po alla fine delle illustrazioni alcune proprietà hanno manifestato differenti perplessità sia alla ipotesi di demolizione integrale (anche della palazzina sul lato mare) sia a quella di demolizione parziale della residua parte della palazzina con le arcate.
Su invito sia del Sindaco, che del prof. Vitone, un po tutti hanno convenuto di passare la mano ad un tavolo un po più ristretto formato dai soli consulenti tecnici (delle parti) che possano concordare soluzioni progettuali condivise che affrontino già da ora ipotesi ricostruttive (in ogni senso). L’aspetto economico dei costi da sopportare è sempre venuto fuori. Al termine il Prof. Vitone ha proiettato alcune notevoli animazioni dei rilevamenti con la tecnica del laser-scanner. Col rilevamento di oltre 500.000 punti al secondo è stato possibile definire un modello reale (fedele pure nei colori) dello stato esterno attuale del complesso, da cui è possibile estrarre misurazioni col grado di precisione del millimetro. La mappatura, pur costituendo un elemento dell’indagine, si è deciso di metterlo a disposizione dei futuri tecnici progettisti per agevolere ogni progresso ricostruttivo.
Traspare dalla discussione finale una scarsa fiducia tra le parti. L’incognita della spesa da sopportare fa stare tutti un po prudenti. In assenza di un vero e proprio condominio si è pensato alla possibilità di formare una rappresentanza omogenea e compatta di interessi convergenti che si faccia promotrice di iniziative (anche delle parti più inattive). Si spera che questo tavolo un po più tecnico aiuti le proprietà a risolvere decisioni in maniera più veloce e faccia da mediazione tra i vari differenti interessi.
Il Sindaco ha sollecitato le proprietà private in termine quasi perentori lamentando il danno dell’intera comunità castrense al procrastinarsi delle attese e sperate determinazioni. Della seduta si è redatto un verbale. La seduta è stata una delle prime occasioni in cui si è avuta ufficialità di tante notizie raccolte finora a mezza voce un po qua, un po là.
Previsioni?
Il Piano di sicurezza dovrà essere accettato dai proprietari, almeno senza un intervento coattivo della magistratura. Se riesce a passare un accordo, in breve in questi giorni, passerà anche questo piano e magari si può pensare di tirare giù, prima dell’estate piena, almeno il fabbricato residuo della palazzina con le arcate (dovesse prevalere o trovarsi accordo su questa ipotesi) togliendo ogni angoscia di un nuovo crollo per i fenomeni evolutivi già descritti. Tale condizione consentirebbe pure di rimuovere il muro di blocchi in Piazza Dante (che se pur necessario alla riapertura della circolazione stradale è forse più brutto della facciata crollata) e la riapertura, senza timori, del Bar La Chianca. Si ripone una certa fiducia nel tecnico incaricato della sicurezza, che da quando è stato nominato, si sta muovendo con scrupolo e impegno avvalendosi di molti collaboratori e sopratutto sta prospettando finalmente un po di conti e di soluzioni.

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