Dopo un paio di mesi di incontri e scambi su facebook, sembra definitivamente varato il programma di “pura” ricreazione promosso per questa estate dal nuovo gruppo Malarazza. Una risposta, pare, ai programmi un po’ troppo formali, ripetitivi e tradizionalisti dell’estate castrense. Come per i menù dei matrimoni dove tra pigrizia, abitudini consolidate e paura di scontentare qualcuno, si finisce alla fine per presentare sul tavolo di annoiati invitati la solita zuppa e la solita musica.

Da Blog PP – Notizie

Non sono tanto vecchi quelli che si ricordano le estati castrensi piene di giochi, tornei e pura goliardia. Castro da un paio di decenni ha perso il senso del gioco, dell’autoironia, ed è diventata un po troppo seria, un posto in cui tutto pare si debba risolvere con la solita ordinanza di un qualche nuovo divieto. Le ragioni sono tante e a tirarle fuori si aggiungerebbe noia alla noia.

Dunque si punta sul coinvolgimento in prima persona di tutta la nuova leva dei ventenni, che a differenza dei più imbalsamati, seriosi e riservati predecessori, intendono riprendersi la piazza, l’estate e soprattutto divertirsi.
Probabilmente la cosa funzionerà, perchè a qualunque età, già il ritrovarsi insieme, pur senza far niente, diverte comunque. La manifestazione pare indirizzata a far divertire proprio i ragazzi di Castro, spesso dimenticati nella ossessione della imperante “promozione turistica”.

Quindi, pare organizzata una serata musicale, per la verità già non troppo innovativa come cosa, e a giudicare dalla playlist anticipata parrebbe più banale della solita zuppa e la solita musica servita ai matrimoni. Per non scontentare nessuno, in buona parte pare il solito karaoke o il disco per l’estate, insomma. Si inizia con Malarazza, inno del gruppo, uno stornello dell’ottocento, coverizzato da Domenico Modugno e da molti altri artisti per cui non sappiamo in quale versione sarà eseguita:

Malarazza
Nu servu tempu fa d’intra na piazza – Prigava a Cristu in cruci e ci dicia
Cristu lu mi padroni mi strapazza – Mi tratta comu un cani pi la via

Si pigghia tuttu cu la sua manazza – Mancu la vita mia dici che è mia
Distruggila Gesù sta malarazza – Distruggila Gesù fallu pi mmia, fallu pi mia.

Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li denti
Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li denti

E Cristu m’arrispunni dalla cruci – Forsi si so spizzati li to vrazza
Cu voli la giustizia si la fazza – Nisciuni ormai chiù la farà pi ttia

Si tu si un uomo e nun si testa pazza – Ascolta beni sta sentenzia mia
Ca iu ‘nchiodatu in cruci nun saria – S’avissi fattu ciò ca dicu a ttia
Ca iù ‘inchiadatu in cruci nun saria

Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li denti
Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li denti

A seguire un blocco di pop anonimo ( Somebody to love – Jefferson Airplane, Un’emozione per sempre – Eros Ramazzotti, Albachiara – Vasco Rossi, Non c’è – Laura Pausini, Io voglio vivere – Nomadi).

Uno scontato omaggio al folk salentino (Lu rusciu de lu mare) e poi una prima sorpresa con un Don Chisciotte gucciniano, il cui testo fa il pari con il Carlo Martello di De Andrè, attualissimo ed ironico per chi lo conosce già o avrà la pazienza di seguirne il testo. Non sappiamo se la scelta è voluta o è casuale.

Ancora pop a gentile richiesta (Tutto apposto – Nomadi) una noiosissima cantilena (Il pescatore – De Andrè) e ancora poppetto (Baila Morena – Zucchero, We’re are we running – Lenny Craviz, Come stai, Vasco Rossi).

La parte finale è quella più coraggiosa e organica con tre brani di rock duro (Paranoid dei Black Sabbath, Renegade dei Hammerfall e la stranota Smoke on the Water dei Deep Purple). Il giusto ritmo e carica per i probabilmente pochi sopravvisuti nella notte tarda e quello che serve per sopportare la smosciante figla finale.

Poi una Caccia al Tesoro, pure banale e nostalgica, ma probabilmente divertente e aggregativa per un mondo giovanile castrense che spesso orbita disgregata in bande di massimo due persone.

Poi dovrebbe esserci qualcosa in acqua al Porto. Una gara di nuoto o giochi di gavettoni.

Le date sono ancora un po oscure e il gruppo su Facebook non fa molta chiarezza, per cui seguitelo se interessati alla cosa per conoscere gli orari definitivi.

La sfida a Vincenzo Bontà è lanciata. Vedremo quale delle due proposte sarà più coinvolgente e sopratutto, visti i comuni obiettivi, più divertente.

Il manifesto che tra qualche giorno vedrete attaccato in giro dovrebbe essere questo:

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