Domenica 11 aprile 2010 – Castro – Acquaviva

Passeggiata domenicale dell’Arneotrek dedicata al territorio di Castro e Diso – Passeggiata a partire dalla Piazza di  Castromarina lungo il crinale delle Frasciule che porta al Canalone dell’Acquaviva e ritorno lungo la comoda Litoranea. I particolari e gli orari di seguito.

Programma: Ritrovo dei partecipanti a Castro nei pressi del Porticciolo alle ore 9:30. Partenza alle ore 10:00. Rientro previsto per le ore 15:00.

Da portare con sé: scarpe ed abbigliamento tecnico, zainetto contenente (acqua, cappellino per il sole, colazione al sacco, kit di primo soccorso una torcia), macchina fotografica.

Itinerario: naturalistico con un grado di percorribilità abbastanza impegnativo (si tratta di un percorso rupicolo) Kilometri circa 8.

Contatti: Roberto 329 3190420. E-mail: arneotrek@gmail.com

L’escursione di questa domenica riserverà gradite sorprese sia agli amanti dei panorami mozzafiato che agli amanti della fotografia. Infatti, l’insenatura dell’Acquaviva è suggestiva e nello stesso tempo maestosa e ardita per gli spacchi e gli anfratti erosi dall’onda. Si chiama Acquaviva per le numerose polle di acqua fresca sorgiva che ravvivano l’incontro con le acque salate del mare. Il paesaggio è reso più bello e vivace dalle forti movenze del “Canale del Bosco”, ultimo residuo di una vasta macchia mediterranea ormai scomparsa, e dal ponte viabile che congiunge le due sponde.

Il Canalone dell’Acquaviva è uno dei siti di maggiore interesse naturalistico e paesaggistico della fascia costiera orientale del Salento. È infatti una delle rare oasi verdi, attraversate dalla strada litoranea, lungo una costa che, è molto avara di nuclei arborei. La morfologia dell’area rispecchia quella di altri canali che testimoniano l’azione erosiva dell’acqua nel suo percorso verso il mare. Il fondo di questa scissura può essere stato infatti, il letto di un antico torrente che oggi, sprofondato negli strati sottostanti del suolo, alimenta la falda acquifera da cui prendono origine le polle sorgive osservabili lungo la battigia dell’insenatura Acquaviva. Entrambi i versanti del canalone sono interessati da una folta vegetazione di macchia in cui si inseriscono elementi di rimboschimento quali il pino d’Aleppo. Le specie della macchia, molto fitta in alcuni punti, sono rappresentate invece da entità autoctone come il mirto, il lentisco, la fillirea, l’alaterno, il corbezzolo, il terebinto, caratterizzate da foglie coriacee e lucide, ben adattate a condizioni di aridità e forte insolazione estiva. Il leccio, che è sicuramente l’albero più diffuso, è accompagnato da altre querce come la quercia spinosa, la quercia di Dalechamp e la quercia vallonea. Un vecchio carrubo schiacciato a bandiera si impone a guardiano del Canalone nella sua parte centrale sul ponticello di passaggio della strada litoranea. L’ultimo tratto del Canalone, stretti nella morsa delle rupi, si apre alla bellezza di un anfiteatro naturale dove i due costoni rocciosi fanno da cornice ad una lingua d’acqua che anche nel pieno dell’estate fa venire brividi di freddo; i molti bagnanti, che affollano la piccola spiaggia ciottolosa dell’“Acquaviva”, lo sanno ed entrati in acqua provano l’ebbrezza di una doccia scozzese.

Le emergenze botaniche di maggiore rilievo in quest’area sono rinvenibili all’interno del Canalone e sulle rocce calcaree dei costoni alti che definiscono l’insenatura Acquaviva. Nella parte terminale, osservando le rocce calcaree del canalone, possiamo ammirare la flora più interessante del sito: la flora rupicola. Alcune delle specie vegetali osservabili sulle rocce dell’Acquaviva sono talmente importanti da essere state segnalate tra le specie meritevoli di particolari azioni di tutela e quindi inserite nel “Libro Rosso delle Piante d’Italia”; tra queste troviamo la bellissima campanula pugliese, l’alisso di Leuca, la scrofularia lucida e il kummel di Grecia. L’alisso di Leuca, in particolare, all’inizio della primavera, colora di un bel giallo sgargiante, tutta l’insenatura “Acquaviva”. Nuclei di macchia mediterranea si alternano a piccolissimi oliveti alcuni dei quali ormai in abbandono.

Il percorso passa per i costoni delle Frasciule, fotografati in questa galleria su Picasa:

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