Nel dicembre 2005 si avviano i primi veri lavori di restauro della Cortina Muraria. Sulla base di un progetto finanziato dallo Stato su tre annualità (2005-2006-2007) si inizia il restauri della cortina muraria sui due tratti opposti del lato est.

Dalla Piazza Perotti fino alla prima Torre Est (vedi) e dal vertice sud-est fino alla fossa detta della Chiavica (vedi).

I lavori confermano la sovrapposizione tra le mura messapiche e quelle aragonesi per tutti e due i tratti di intevrento.

Alla base della prima Torre Est si ritrovano i vecchi conci messapici, sia imposti che riutilizzati nelle fondazioni delle murature medievali.

La scoperta (o la riscoperta) più interessante è tuttavia sul tratto di sud- est detto della Chiavica, il punto più depresso dell’acropoli, storicamente deputato allo scarico dei liquami provenienti dall’abitato.

Il progetto prevede il restauro (risarcitura del paramento esterno) del tratto in aderenza alla torre di vertice sud-est di cui residua ancora il sacco interno e l’esplorazione di tutto il tratto tra la torre stessa e la vecchia fossa in muratura chiamata volgarmente Chiavica. Testimonianze verbali sostenevano la presenza sull’angolo interno della fossa in muratura utilizzata come scarico pubblico di rifiuti di murature in conci ellenistici pressochè integri e regolari. La fossa, a testimonianza di alcuni giovani operai che vi presero parte, fu svuotata dai rifiuti e definitivamete murata circa 35 anni. Anni prima era stata dotata di un solaio di copertura piano e non è dato di sapere se la volta a solaio sostituì più antiche volte in muratura.

Il piccolo varco aperto sulla muratura esposta del lato est mostrano uno spettacolo unico nel suo genere: due lati di murature per sei e più filari di conci ellenistici perfettamente accostati. Sul lato frontale la traccia netta della presenza di una imponente porta di accesso alla città.

Si riconoscono nella planimetria della fossa i quattro lati della fossa formati da due tratti (controterra) formati alla base da ciclopici conci ellenistici e altri due lati, opponenti, di chiusura di periodo aragonese. La natura del vano è ancora ignota e le ipotesi più realististiche possono essere quelle di una torretta a protezione di una porta in epoca aragonese (narra la leggenda che dalla Chiavica entrarono i turchi nella prima presa della città) o di un vero e proprio sistema di scarico fognario (controllato e fortificato) della città.

Nella foto è rappresentato il lato ovest della fossa dove si notano i tratti messapici integrati da muratura medievale con la chiara traccia di due volte a botte. L’integrazione sul lato sinistro sembra la chiusura di un varco (porta) messapica.

Sul lato sud i filari dei conci ellenistici sono più regolari e continui. Si nota la ripresa medievale che termina con l’imposta per una volta in muratura (a botte).

All’esterno, alla base della muratura medievale, nei lavori di asportazione di un terrapieno (terreni di riporto recenti) vengono alla luce le fondazioni attestate su muratura ellenistica ancora ben conservata. I conci messapici sono probabilmente già rovinati sulla faccia vista prima della ripresa medievale. Tuttavia appaiono imposti nella posizione originale. Si riportano brevemente due illustrazioni fotografiche dei lavori in corso. Illustrazioni più chiare e considerazioni più esatte saranno appuntate quanto prima appena saranno ripulite le aree e le murature.

Nella foto il tratto col nucleo interno aragonese (sacco con pietrame, terra e calce, priva del paramento estetno) e la fondazione messapica alla base (4-5 filari)

La stessa muratura inquadrata da nord. Si nota che l’attacco della Torre di vertice sud-est è successivo alla muratura della cortina (comunque non ammorsato ad essa).

6 luglio 2006

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