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Il Santuario della Madonna di Pompei in Castromarina

Il Santuario della Madonna di Pompei in Castromarina

La prima pietra fu posata l’8 Maggio del 1893 (in altri documenti viene riportato il 29 giugno 1894) su un progetto dell’architetto Filippo Bacile, noto conoscitore dell’architettura sacra e militare pugliese e funzionario del Genio Civile. Promotore della sua costruzione fu Don Gabriele Ciullo, canonico della Cattedrale di Castro. L’ispirazione fu un viaggio a Roma per la festa giubilare in onore di papa Leone XIII dove il Ciullo si recò in compagnia di mons. Gaetano Caporali, vescovo di Otranto, e soprattutto la tappa nel ritorno con sosta a Pompei presso il complesso della Vergine del Rosario fondato dal Beato Bartolo Longo.

I terreni furono ceduti da tale Mellone che, insieme ai terreni del futuro adiacente orfanatrofio, lo teneva probabilmente in enfiteusi.

Capomastro della costruzione fu lo sponganese Salvatore Corvaglia e come decoratori furono chiamati i mosaicisti tricasini Giuseppe e Michele Peluso. Il rendiconto dell’opera fu dato nel gennaio 1904.

La necessità, oltre alla fervida fede del reverendo Ciullo, fu anche quella di dotare i bagnanti e i primi abitanti della nuova colonia marina di un luogo di preghiera.

Scrive il Perotti, che ancora nel 1907 pochi ardimentosi tra i villeggianti si cimentavano con la risalita fino a Castro alta e che una volta arrivati, per l’abbandono, l’occhio e il naso ne restavano offesi. Pertanto la nuova classe benestante che si lavava alla marina di Castro si premurò di dotarsi di una chiesa consona al suo status e alle sue ambizioni.

Molta informazioni sulla sua realizzazione le possiamo leggere direttamente nel lastrone marmoreo appena entrati sulla destra.

Ci fu una raccolta di fondi di cui non conosciamo i numeri. La costruzione fu solerte e si dice che la chiesa fu completata in un solo anno. Il 16 luglio 1895 fu inaugurata e nello stesso anno il Papa, che ne aveva autorizzata la costruzione, ne elevò lo status a Santuario con gli stessi privilegi del Santuario di Pompei (11 Dicembre 1895).

Sulla soglia dell’ingresso, nel mosaico originale viene posta la dedica in ricordo delle benefattrici: “Per divozione – Signore bagnanti” e la data del 1895


Il 10 marzo 1896 fu fondata la Confraternita Madonna del Rosario e negli anni successivi, sempre ispirati dall’opera di Bartolo Longo a Pompei, si diede mano alla costruzione di un convitto per orfanelle e figli di carcerati e di una canonica.

La struttura assistenziale, intitolata al parroco Don Gabriele Ciullo, sorse a fianco della Chiesa. Sul portale di ingresso del convitto è riportata incisa la data di inizio della costruzione (1901) e in secondo piano si intravede ancora la vecchia intestazione a pittura “Ospizio per Orfanelle”. Fu completato e inaugurato il 28 ottobre 1903 e affidato alle suore Salesiane, il cui ordine venne fondato da San Filippo Smaldone, particolarmente devoto alla Madonna di Pompei per essere stato salvato dalla vergine durante l’epidemia di colera del 1884.  In altri testi invece si ritrova che la gestione fu affidata alle suore del Sacro Cuore. Attualmente è inquadrato come IPAB (Istituto per l’Assistenza ai Bisognosi) sotto il controllo della Regione Puglia e con Consiglio di Amministrazione autonomo. In questi anni è inoltre oggetto di una integrale ristrutturazione edilizia.

La chiesa-santuario ha un impianto molto ridotto e risulterà già da subito insufficiente al numero di fedeli e visitatori. Secondo l’attuale parroco Don Piero Frisullo l’ambiente centrale è frutto di due interventi distinti secondo l’attuale disegno delle pavimentazioni. Sorge su un piccolo pianoro sul versante in pendenza che degrada sull’attuale Piazza Dante col prospetto sulla storica via Santuario. Sempre per l’esiguità di spazio non ha un sagrato vero e proprio o una piazzetta antistante. La struttura è in realtà un’ampia cappella a cui il Bacile riesce a dare l’aspetto di una chiesa allungando il vano interno sui due lati trasversali a mo’ di transetto e dotandola sul fondo di una tradizionale piccola abside. Qui, sul fondo e al centro, è posizionata la statua della Vergine, con i Santi, in un padiglione di marmo che sul davanti funge anche da altare preconciliare (con mensola e ciborio). L’altezza dell’unica navata è notevole, prossima agli undici metri.

Lo spazio principale è voltato in tre parti: due volte a spigolo alla leccese per la navata principale e da una semivolta a padiglione su base esagonale, lunettata per l’abside.

Nel disegno seguente si riporta la sezione trasversale principale.

Le finestrature di gusto gotico, con vetrate decorate, sono di superficie molto ridotta e l’ambiente interno ne risulta scarsamente illuminato. Nella foto successiva si può vedere un collage di tutte le vetrate decorate.

 

Gli arredi fissi d’arte sono limitati al già citato padiglione-altare con la statua della Vergine, un semplice altare centrale post-concilaire, la balaustra in marmo di Carrara del presbiterio e un soppalco in ghisa per il coro con un piccolo organo (non funzionante) appena sopra l’ingresso principale. L’organo è fabbricato da Luigi Mentasti, fabbricatore barese e offerto, secondo molti, dalla famiglia Episcopo di Poggiardo nel 1897. E’ stato recentemente restaurato negli anni 2017-18 da Nicola Canosa da Matera e posizionato su una nuova cantoria più ampia sopra il portale di ingresso.

Il pavimento originale a mosaico è conservato solo nella prima parte della navata, mentre nel resto della chiesa è stato sostituito da mattoni di cemento a motivo di mosaico e per la zona dell’altare è stato usato il Carrara in lastre.

Notevole è tuttavia la facciata. Nata nell’epoca dell’imperante eccletismo di fine ottocento, il Bacile tuttavia prevede una facciata con sviluppo perfettamente rettangolare a tutt’altezza tale che riesca con la sua mole a sovrastare i fabbricati vicini, probabilmente già costruiti e abbia visibilità da tutta la vallata del Canalone antistante.

Ad eccezione del portale centrale e del finestrone biforato appena sopra, tutto il decoro è spostato in alto sulla linea di coronamento composto da un ricamo di fiori stilizzati monolitici sempre in pietra leccese. Due enormi fusi a sbalzo terminano i vertici laterali superiorri.

Le due aperture sul fronte sono caratterizzate da cornici che presentano un motivo a gola incavato di particolare difficoltà esecutiva. Anche sui piccoli profili secondari che incorniciano il portone si riconosce il motivo del profilo scorniciato in negativo.

Nel 1950, col contributo dei fedeli, fu realizzata una Domus Mariana perl ‘ospitalità dei pellegrini.

Nel 1956 ad opera del rettore Don Luigi RAUSA furono eseguiti lavori per un modesto ampliamento, realizzando una intercapedine contro l’umidità dei terrapieni retrostanti all’abside e un piccolo studiolo per il parroco eseguiti dall’impresa Fracasso di Taurisano sotto la direzione dell’Ing. Lorenzo GALATI.  Si realizzò anche un piccolo campanile a vela con bifora per le campane. Con l’acquisto di alcune aree in aderenza sul lato nord, sempre nel 1956, si realizzò una piccola costruzione per il Rettore.

Il padiglione per la nuova posizione della patrona e la cancellata dell’altare sono stati offerti dalla famiglia Fiocca già villeggiante in Castromarina da tempo.

Nel 1986, per decreto del vescovo Mons. Vincenzo Franco, la chiesa fu dichiarata Parrocchia.

Sono conservate al suo interno la statua della Vergine con il Bambino, l’una che porge il rosario a S. Caterina da Siena, l’altro a S.Domenico di Cuzman, a formare un gruppo posto all’interno di un padiglione in marmo di Carrara in posizione sopraelevata sul fondo dell’abside, coperto da una volta in sottile pietra a forma di volta a crociera sostenuta da quattro colonne sempre in marmo sui quattro vertici. Sul basso il lato verso la navata del tabernacolo è risolto ad altare con un ripiano e il tabernacolo. Il nuovo altare conciliare è stato ricavato poi sul davanti limitando di molto già l’angusto spazio dell’abside.

La statua della Vergine è opera del maestro leccese Achille De Lucretiis e commissionata col contributo dei pescatori di Castro a ringraziamento dello scampato pericolo per la mareggiata del 30 dicembre 1896 e, per voto, portata a spalla dalla bottega dell’artigiano in Lecce fino alle acque del Porto Vecchio.

La sera del 22 luglio 1897 a bordo di un traino di proprietà del signor Guida Salvatore di Vignacastrisi d’anni 56, otto giovani castrioti, uguali di statura, partono da Castro alla volta di Lecce per trasportare a piedi la statua della Madonna di Pompei” – Erano Lazzari Ludovico di Giuseppe di anni 20; Lazzari Giuseppe Antonio di Pantaleo di anni 31; Lazzari Giovanni di Pantaleo di anni 27; Lazzari Salvatore di Oronzo di anni 17; De Santis Gabriele fu Antonio di anni 42; De Santis Giuseppe Domenico fu Antonio di anni 42; Coluccia Girolamo di Donato di anni 46. Gli otto sono di ritorno a Castro la sera dopo del 23 luglio 1897 accolti da cittadini e villeggianti che in processione la portano fino al mare per la benedizione. Sono giovani ragazzi che appartengono alle fanmiglie con tradizione marinara e che si sono insediate al Porto insieme ai nuovi villeggianti. E’ ormai la Castro cambiata, da una popolzione di soli agricoltori e  pochissimi pescatori a una Castro in cui non si dispone più di un traìno per il trasporto di una statua. Probabilmente lo stesso giorno della benedizione viene impressa a vernice all’interno del basamento la data del 23 luglio 1897.

Alcuni anni dopo furono realizzate le due coroncine d’oro che ornano la fronte.

Nel Salento, la Madonna del Rosario è venerata come liberatrice dall’errore e dal vizio e rincondutrice alla strada della salvezza. L’attuale festa della Madonna del Rosario è stata istituita da San Pio V, in segno di ringraziamento alla Vergine, per la vittoria della flotta cristiana contro i turchi a Lepanto il 7 ottobre 1571 nel golfo di Patrasso in Grecia. Il titolo è equivalente a quello di Madonna della Vittoria, a cui si devono i tantissimi battesimi di Vittorio e Vittoria nel Salento.

La ricorrenza è celebrata a Castromarina, come nel resto del mondo, sia l’8 maggio che la prima domenica di ottobre. A Castro, in estate da un po di tempo il 12 agosto, si svolgono solenni festeggiamenti civili e religiosi, con la caratteristica processione in mare.

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