E’ stata liberata da qualche giorno dalle impalcature di cantiere la facciata della Cattedrale di Castro, ed è possibile vedere finalmente il nuovo prospetto che caratterizzerà per questo nuovo millennio  l’antica chiesa romanica.

Da Blog PP – Architettura

La facciata originale fu completamente distrutta in occasione dei lavori seicenteschi di ricostruzione della navata principale ed è rimasta priva fino ad oggi di una vera facciata decorata (in stile).

Probabilmente furono scalpellati tutti i decori lapidei del romanico pugliese originale (archetti pensili, cornici, rosoni) e fu sopralevata la facciata per la posa delle nuove volte in muratura in sostituzione della vecchia copertura a doppio spiovente con struttura portante in legno. Fu forata la facciata per una nuova finestra a rosone in posizione più bassa. Tuttavia, il rivestimento della nuova facciata, molto probabilmente da realizzarsi con l’inserimenti di tutti quegli elementi architettonici dell’imperante barocco leccese non fu mai realizzata e l’edificio è rimasto incompleto proprio nella parte naturalmente più espressiva della costruzione per le note crisi demografiche ed economiche della Contea di Castro.

La rimozione dei numerosi rappezzi di intonaco ha permesso di riconoscere un motivo ad archetti pensili nella fascia superiore, che è stato in qualche modo ripreso nel restauro, mentre non è stato possibile individuare la posizione del probabile timpano sul varco di ingresso.

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Molti indizi portavano a pensare che sull’ingresso principale vi fosse un piccolo porticato in muratura del tipo  timpano poggiato su colonne esterne, caratteristico del periodo romanico pugliese. Sul prospetto posteriore del Largo Congrega, difatti, si sono riconosciute le impronte di una analoga struttura.

In corrispondenza della porta, il restauro ha portato, infine, solo alla pulizia e conservazione a vista dei conci principali delle ante laterali e del sistema dell’architrave superiore.

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Sulla facciata, in alto, è stato sottolineato il termine e la forma del primo prospetto medievale, a doppio scivolo, intonacando la parte inferiore  con uno strato di cocciopesto leggermente colorato, che in foto appare molto più colorato di quanto non sia nella realtà. La sopraelevazione seicentesca è stata lasciata coi conci di carparo a faccia vista.

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Destinata all’oblio la “non facciata” che per molti secoli ha accompagnato i momenti più importanti della vita cittadina di molti di noi.

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