Il paese si prepara alla festa di aprile in onore della Madonna. Comincia il 23 aprile il tradizionale tour di festeggiamenti religiosi che curiosamente interessa quasi contemporaneamente il Comune di Diso, la sua frazione di Marittima e la ex frazione di Castro, attualmente comune autonomo. In sequenza le feste della Madonnna Annunziata, quasi sempre a cavallo del 25 aprile, poi San Vitale a Marittima e la festa tradizionalmente puntata al primo maggio a Diso. Il tris di feste a volte è anticipato dai festeggiamenti per San Giorgio nel comune di Ortelle (altro casale della vecchia Contea) che si onora proprio il 23 aprile, ma i cui festeggiamenti spesso sono spostati in estate.

Fino a qualche decennio fa il tris di feste tra Diso, Marittima e Castro era il culmine delle sfide campanilisiche e dei desideri autonomistici delle due frazioni. Oggi tutto è più sereno. Mi raccontavano di epiche scazzotatte e goliardici sfottò. Le divisioni partigiane tra i fans dei direttori delle bande preferite (ricordo un Piantoni e un Felcicchia), gli omaggi irriverenti con mazzi di fiori di campo al maestro poco preferito.
Succedeva che i disini fermassero per strada il pulman della banda diretta a Marittima e che gli facessero caricare una balla di paglia per le necessità del cavallo della statua di San Vitale, e che i marittimesi al ritorno della banda  si sdebitassero facendo omaggio di una dote di calzini alle statue dei Santi Filippo e Giacomo, in realtà raffigurati a mezzo busto.

Una quindici giorni di feste che per la nostra generazione, poco distratta dalla tv, internet e videogiochi era un’ottima occasione per fare i primi punti e cominciare a salire nella speciale classifica “Totu ‘e Vitrugna”

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