Il Codice di Maria d’Enghien

Michela Pastore

IL CODICE DI MARIA D’ENGHIEN

Biblioteca di Cultura Pugliese

CONGEDO Editore – 1979

Opera monografica dedicata Codice di Maria d’Enghien, raccolta di editti e bandi scritti in originale su una pergamena del 1473 conservata nell’Archivio di Stato di Lecce. La pubblicazione contiene l’esame codicologico-paleografico, la trascrizione in caratteri tipografici moderni e le tavole fotografiche dell’originale.

Un vero e proprio codice civile applicato per tutto il Cinquecento nei possedimenti dei Del Balzo e in particolare la città di Lecce. Disciplina principalmente l’imposizione dei dazi e le attività di mercato. Ma anche regole per la società civile, da segnalare tra tutte l’obbligo agli ebrei di portare un segno di riconoscimento.

Nulla di nuovo sotto il sole nel secolo appena passato dunque:

Che li judei portino lo signo – Item per la chiesa catholica et sancta vole, et comanda: et tucti liegi civili voleno, che li iudei masculi, et femine degiano essere conosciuti da christiani per alguni segni et vestimenti. Et per alguni erruri chi solenu succedere: dicta Maiesta vole, et comanda: che omne iudeo masculo, o femina de anni sey in suso forestieri, oy citadino de leze li masculi debiano portare un segno russo a modo de rota rotundo nel pecto sopra la menna per una pianta per la forma, et grandeza, e, scripta alla corte. Et le femine un segno russo rotundo socta lo pecto, et de le menne per una pianta portandolo avanto sopra tucti laltri panni per poterse vedere de omne uno …”. La pena di un’unza per ogni disubbedienza, un tarì per regalo ad ogni cristiano che accusasse e se non si aveva da pagare frustigazione sulla pubblica piazza di Lecce.

O ancora il divieto di tenere pecore e porci dentro la città, di comprare mosto da alcuni paesi, i premi per l’abbattimento di lupi, le sanzioni a chi vendeva tutta la pentola a peso di rame pura avendo il manico in ferro e il divieto per i ristoratori dell’epoca di poter comprare prima di una certa ora alcuni alimenti al mercato.

La struttura del codice con alcune notizie storiche la trovate su questa pagina di Wikipedia.

La foderina:

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