i Fersini a Castro

Ippazio FERSINI (Fersino), nel 1749 ha 45 anni e quattro figli: Donato, Pietro, Vito e Vincenzo. Ha sposato Saveria MARTINA di Poggiardo e vive nel centro storico ancora chiuso dal portone della Porta Terra in una casa di proprietà di una sola stanza con una piccola cucina e uno scoperto attaccato alla casa che solo un fisco esoso e la ristrettezza di spazi della città classificano come ortale. Alla stessa data, tra i proprietari forestieri di Castro è presente anche tale Lucrezia FERSINI di Matino che non sappiamo dire in che rapporto è con la piccola famiglia di Ippazio. Forse una sorella sposata lontano da Castro che ha conservato un terreno o  forse la ragione per la quale Ippazio è venuto da Matino a Castro. Famiglie in continuo movimento quelle salentine, specie quelle di braccianti come Ippazio che seguono il lavoro o il marito o la moglie dove lo trovano.

Trent’anni dopo, nel 1779, è il figlio Donato (1734-1795) a tenere le sorti della famiglia, sostenendo la madre vedova Saveria e cinque figli avuti da Rosaria CORVAGLIA.

Dei fratelli Pietro, Vito e Vincenza non si hanno ancora notizie certe. La presenza di alcune donne col cognome FERSINI  non riconducibili alla discendenza di Donato  che si sposano in Castro fanno pensare a linee a queste riconducibili, ma estinte per la convenzione del trasferimento del cognome. Oppure a famiglie emigrate dalle quali, come spesso osservato, ritornano le figlie o le nipoti a sposarsi nel paese paterno.

Nello stato di famiglia di Donato sono da aggiungere la figlia Saveria che porta il nome della nonna ed almeno altri tre figli morti in minore età.

Grazia FERSINI va in sposa a Ippazio SCHIFANO, Saveria a Ippazio RIZZO, e da Vito, Onofrio e Vincenzo si distaccheranno le principali linee dei portatori del cognome. Il quarto fratello Fedele sposa Isabella CIRIOLO ma non avrà figli.

Allo stato attuale della ricerca, su un database di 5235 soggetti il cognome è (o è stato)  da 575 soggetti rendendolo quasi eslusivo della città di Castro in tutto l’ambito nazionale, dove poi presenta una classica inevitabile dispersione da emigrazione.

La prima linea formata da Vito e dalla moglie Rosa Ciriolo si persevera nel cognome solo col figlio maschio Ippazio, mentre due sorelle di Ippazio, Donata e Giuseppa sposano due capostipiti dei Lazzari di nome Giovanni e Domenico facendo intuire che anch’essi, coetanei, fossero tra loro fratelli. Il matrimonio tra coppie di fratelli non era pratica rara. Le tre nipoti di Ippazio, figlie di Giuseppe, (Maria, Rosa e Dorotea) andranno infatti spose a tre fratelli Carrozzo (Giovanni, Salvatore e Pietro).

Le discendenza sono osservabili nel grafico sopra riportato (zoommabile cliccandoci sopra)

La seconda linea formata da Onofrio e Angela CASCIARO si estingue col figlio Donato, che avrà solo  figlie femmine. Una figlia di Onofrio,  Anna Maria andata in moglie a Pietro SCHIFANO risulta genitrice di buona parte dei Schifano, Annunziata lo sarà per i Rizzo (Salvatore) e Filomena per i Lazzari (Ippazio Antonio).

La terza linea formata da Vincenzo (1783) e Pasqualina PAIANO è la più prolifica tra le portatrici di cognome.

Da Luigi (1826-) e Medica (alias Cosima) CARROZZO discenderanno nomi ancora noti come Albino (1859-1945), Primaldo (1853-),  Salvatore (1856-), Floriano (1865-);

Da Antonio (1812-1872), morto in mare, e Domenica RIZZO discenderanno Giuseppe “Pepperussu” (1846-), Gabriele “Punintinu”, Pasquale (1843-1905).

Gli intrecci parentali si cominciano a sviluppare già nell’ottocento per cui, sia per la complessità delle parentele che per il numero di soggetti, si rimanda all’esplorazione del diagramma che dispone di una comoda funzione zoom. Il database completo è on line.

Il grafico può presentare omissioni di soggetti, tuttavia come strutturazione delle linee e degli incroci parentali può dirsi quasi consolidato dai numerosi riscontri documentali.

Rosario Maria Martino FERSINI – 1899-1997

Considerata l’estensione del cognome e il ripetersi dei nomi di battesimo, il ricorso al soprannome è quasi obbligato. Tra questi ne ricordiamo alcuni, sia personali che di famiglia: Mascara, Punintinu, Pepperussu, Plata, Africanu Pacciu, Patata, Occhijancu, Scarpaleddra, Bruscapede, Maschio, Masciaru, Melafilu, Pappasciola, Pignola, Mazzola, Sethru,  ecc..

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