Facebook è più di una moda. Dai Gruppi di discussione su Usenet, ai Forum, a mIRC e poi le prime video chat di NetMeeting fino a tutte le versioni di Messenger, Skype e via socializzando, nulla è stato così aggregante e partecipativo di Facebook. Le ragioni sono tante e tra i meriti del nuovo social network quello di aver coinvolto alle nuove tecnologie numerosi utenti che mai e poi mai avevano pensato di essere attratti da un computer. Lo sviluppo di Facebook è stato notevole a partire dalla scorsa estate e tale da spingere il Garante per la protezione dei Dati Personali ad intervenire per suggerire ai neofiti della rete qualche consiglio. Un piccolo opuscoletto che trovate pure alle Poste.

Qui a Castro, alle Poste, il tempo per la lettura non manca, e basta e avanza per la ventina di pagine che spiegano un po di problemi di privacy che l’uso della rete può creare.

L’opuscolo è disponibile anche a questo link, oppure scaricabile cliccando qui.

Ci sono molti buoni consigli da seguire, personalmente dopo un po di anni di rete mi sento di aggiungerne qualcuno di più pratico ed efficace.

1) Non usare mai la email principale, quella a cui ci tenete di più. Dopo aver registrato l’email/account che il provider vi ha messo a disposizione, provvedete a crearvene una di comodo (dallo stesso provider se ve ne concede più di una o da un servizio free, tipo hotmail, kataweb, ecc..) . Da questo momento usate l’email di comodo per muoversi sulla rete riservando quella principale agli usi strettamente personali o professionali. L’email di comodo non deve avere riferimenti a nomi e cognomi personali e non deve essere mai (ripeto mai) usata sui siti personali. La email da battaglia serve a registrarsi sui vari siti e forum il cui scopo, spesso occulto, è quello di raccogliere liste di email personali a cui spammare ogni schifezza. Il lavoro di molti virus (troiani, keylogger, ecc.) viene così facilitato dallo stesso utente che inconsapevolmente consegna a webmaster di pochi scrupoli la propria email. Siti porno o di download di software piratato servono di fatto a raccogliere email valide e funzionali per uno spamming preciso e mirato.  Lasciando nell’anonimato l’email personale principale, farete sfogare tutta la inevitabile schifezza su una email di comodo che utilizzerete quel tanto che serve. Perchè non usare l’email di comodo anche sui siti seri? Perchè i motori di ricerca hanno la pessima abitudine di catalogare tutti per cui è imbarazzante trovare nei risultati della ricerca un indirizzo di posta identico sia su una pagina di facebook sia in un forum di amanti del reggicalze.

Anche su Facebook andrebbe usata l’email di comodo. Benchè Facebook usi l’accortezza di scrivere l’email dell’utente come una  immagine e non come testo (notatelo nelle vostre Info) ci sono almeno un paio di metodi per acquisirla in modo quasi automatico e rivenderla a gente senza scrupoli. Per uno spammatore la qualità delle email è importantissima. Riuscire a rivendere una lista di mille-duemila email valide utilizzate da gente iscritta ai gruppi di interessi specifici (appassionati, collezionisti, professionisti, ecc..) per uno spamming di pochi post ben mirati può essere molto proficuo. Piuttosto che spammare milioni di post con dei generatori casuali di indirizzi, una piccola lista corretta può essere più efficace.

2) Evitare di postare, più che i propri dati personali, le proprie idee personali, specie se poco moderate, estreme o  integraliste. Ognuno è libero di esprimere quello che pensa, ma nel farlo bisogna che si sia coscienti che ormai l’anonimato su Internet non esiste più. Le idee che nessuno si sognerebbe di dire per strada o su un manifesto murale, è uso gridarle in ogni forum e social network. E se di quello che si dice e si proclama a vent’anni si è pronti a sopportarne le responsabilità, non è detto che lo sia a ventuno. A cinquant’anni ho visto troppi coetanei col giornale di lotta e resistenza sotto il braccio finire a cantare nel coro della parrocchia. Tipi con le basette rasate e coi Rayban, iscriversi al sindacato per salvare lo stipendio con cui campa la famiglia. Una rapida ricerca del vostro nome e cognome su Internet tra qualche anno potrebbe essere assai imbarazzante, quando i bollori si sono calmati e il mondo del lavoro si affaccia. Questo consiglio, non leggetelo come un invito a censurarvi, ma come una raccomandazione a essere più scaltri e prudenti nella navigazione, specie se quelle idee non sono profondamente e intimamente condivise.

3) Evitate di postare immagini erotiche. Se avete chiesto l’amicizia anche a persone al di fuori della vostra cerchia di amici e coetanei, e ci tenete a conservarla, ricordate che non sempre una donna o una mamma gradisce bacheche simili alla copertina di una rivista per adulti.

Dopo molti pc di amici e conoscenti rimessi in moto per problemi vari vi posso assicurare che trovare immagini o tracce di navigazione hot su un hard disk di un utente maschio è la regola. Anni fa, quando la connessione a Internet richiedeva ore di preparazione ed era un rito collettivo, appena qualcosa faceva intuire che il collegamento era stabilito, l’addetto alla tastiera era virilmente invitato a digitare nella barra degli indirizzi quei tre quattro link ai siti imparati a memoria, salvo poi non saper come fare a cancellare il vuvuvugessicarizzo memorizzato nei suggerimenti automatici.  Per cui, nel privato, col vostro pc fateci quello che volete (anche se in questi anni a qualche imputato hanno fatto pagare cara pure qualche immagine negli hard disck o nella pennetta), ma evitate di replicare in contesti sociali troppo eterogenei le vostre ricerche.

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