Domenico Condò nasce in Calabria nel 1871. Diventa agente del Real Fisco e dal suo estratto matricolare si può leggere che è  di maternità ignota. Una breve ricerca sul portale di Gens ci dice che il cognome Condò sopravvive in pochi calabresi tra Reggio Calabria e Vibo Valentia. Per curiosità ricordo pure che nel 1914 tale canonico Don Rocco Condò prende possesso della parrocchia di Vignacastrisi.

Domenico raggiunge Castro per lavoro e qui sposa Annunziata Fersini di Gabriele e Concetta De Santis.  Annunziata è sorella di Salvatore ‘Occhijancu’, Luigi ‘Masciaru’ e Bernardino.

Famiglia Condò – Sulla destra Giuseppe

Con Domenico Condò, morto vecchio nel 1958, Annunziata avrà 7 figli, 24 nipoti e un numero non ancora calcolato di pronipoti. In tutta questa progenie, tuttavia, non sopravvive il cognome. Giuseppe Condò morirà giovane e Angelo Condò, inviato al fronte a soli 18 anni,  è tra i caduti in guerra. Il suo nome è uno dei tanti nomi, sempre più anonimi, iscritti sulla lastra di marmo di Carrara a Santa Croce.

Angelo Condò

Le figlie sono invece prolifiche. In particolare Adelina Condò che sposerà Salvatore Capraro, detto Tore Nisi, da cui per aiutare i più giovani lettori ricordiamo la discendenza di Mario “Squalo”, di tutti i “Maschi” e molti Pilon.

Adelina Condò
Salvatore Capraro – ‘Tore Nisi’

Genoveffa Condò, altra figlia di Domenico, sposa un Pilon nella persona di Mesciu Rocco, sarto. Sono nati tutti e due nei primi anni del ‘900, e con ben 5 figli maschi e una femmina contribuisce non poco alla diffusione del cognome Pilon in Castro.

Rosa non si sposerà, mentre Linda sposa un Coluccia, Angelo e avrà l’onore di un figlio Sindaco, Giuseppe.

Rosa Capraro

Concettina Condò sposa uno Schifano, Luigi e dara altri quattro nipoti a Domenico.

Concettina Condò con la nipote Angela Capraro

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