Sono stai rimossi integralmente i terrapieni a ridosso della base del vecchio muro aragonese e l’imponenza delle vecchie mura ellenistiche è stupefacente.

In collaborazione con l’Università di Lecce, gli archeologi sono al lavoro. Si puliscono i conci e si svolgono numerosi saggi. Si eseguono alcuni svuotamenti con l’ausilio di mezzi meccanici, ma il grosso del lavoro è fatto a mano. E’ eccezionale il numero di oggetti cultuali ritrovati in pochi metri cubi di terreno. Si sospetta qualcosa di più importante di un luogo di culto locale.

Due le scoperte:

– la fossa della Chiavica nascondeva una imponente porta di accesso alla città in periodo ellenistico;

– la scoperta nei terrapieni a quota superiore, all’interno delle mura, di una importante fondazione in muratura;

Nella planimetria (dal basso in alto sviluppa circa 80,00 ml) sono riportate in colore più chiaro le mura ellenistica più recenti e in colore più scuro quelle più antiche. Si può così facilmente osservare il restringimento della porta di accesso che da un’ampio varco strombato viene ridotta a un più sicuro e stretto corridoio.

Da Il Blog di Piazza Perotti – Archeologia

In tonalità rossiccia è riportata la posizione della struttura di fondazione di un edificio, sempre ellenistico, che può riferisrsi alla funzione cultuale (religiosa) dell’intera area Chiavica.

Da Il Blog di Piazza Perotti – Archeologia

Il prospetto attuale delle mura sul lato est. Sviluppa circa 55,00 ml e sono evidenti almeno cinque file di conci. Non è stato ancora esplorato il piano fondale.rto sulla muratura esposta del lato est mostrano uno spettacolo unico nel suo genere: due lati di murature per sei e più filari di conci ellenistici perfettamente accostati. Sul lato frontale la traccia netta della presenza di una imponente porta di accesso alla città.

Da Il Blog di Piazza Perotti – Archeologia

L’area occupata dalla vecchia fossa mostra i resti dell’impostazione di una porta, poi ridotta in larghezza. Di seguito una foto in elevato.

Di seguito l’alzato della parete est dove è stato evidenziato con le righe gialle l’originario varco di accesso, poi ristretto (fascia gialla tratteggiata)

Da Il Blog di Piazza Perotti – Archeologia
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