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Archivio per la categoria ‘Informatica’

Un regalo prezioso

Un regalo prezioso

29 scatti fotografici dall’album di famiglia di Maura Lazzari.

Sono alcune foto in bianco nero, che oltre a dimostrare una certa perizia con l’arte fotografica, rappresentano scorci, architetture e persone di Castro.
Sono tutte molto interessanti, in particolare questa vista del Porto Nuovo, dove si vedono ancora in corso i lavori del nuovo muraglione.

Anche dove la foto va a ritrarre uomini o gruppi di persone è sempre riconoscibile la Castro degli anni 40-50, rinforzando la convinzione che negli album fotografici di famiglia in ogni casa si conservano veri e propri documenti storici.

E qui, se l’occhio va subito alla figura, quasi nipponica, del miliziano fotografato in primo piano (Don Totò Miggiano), chi conosce appena Castromarina, non potrà non riconoscere l’attuale Via Veneto ancora acciottolata con  la casa de u Musulinu sull’incrocio per via Santuario, la vigna della Grotta del Conte, l’area in cui costruirono prima il cinema e poi Villa Galati.

Speriamo nelle risorse che offre Internet e nelle tante persone di buona volontà che hanno voglia di tirare fuori dai loro cassetti le vecchie foto e perdere un pomeriggio per digitalizzarle allo scanner.

Spesso sono album di foto raccolti in anni di vita familiare, poi passati a pochi figli e poi ancora dispersi in tanti nipoti, se non addirittura andati perduti. Se una foto digitale rischia di cancellarsi per una banale avaria della memoria usata come supporto, una foto su carta è quasi eterna a condizione di non perdersi o smarrirsi.

Per questo la condivisione e la circolazione su un supporto più vitale e auto rigenerante come Internet può essere una risorsa alla loro salvaguardia.

La formazione di una copia digitale dell’immagine permette molti vantaggi tra cui, oltre alla conservazione dell’immagine, la diffusione della conoscenza della foto in modo quasi immediato senza la circolazione del prezioso supporto cartaceo.

Invito tutti a raccogliere e digitalizzare  le vecchia foto di famiglia, prima che si sparpaglino in tanti rivoli e passarle in uno scanner quanto prima. Ai tanti nipoti che vorrà un ricordo dei propri antenati  non sarà più necessario dividersi il patrimonio fotografico di famiglia o dever ricorrere a costose riproduzioni fotografche.

La digitalizzazione della foto permette inoltre moltissime correzione, sia di luminosità che di piccoli difetti dell’età o della trascuratezza.

Sarebbe bello raccogliere tutto quello che è interessante ( e tutto è interessante, anche un solo ritratto) in un database unico, condiviso, che consenta pure lo scambio di commenti per la datazione degli scatti, i posti in cui sono stati scatatti e l’identità delle persone ritratte. Credo che questo sia possibile solo in una seconda fase o a meno di uno sforzo eccezionale da parte di molte persone. La prima fase credo che sia la consapevolezza dell’importanza sociale del proprio album di famiglia e l’inizio di una personale raccolta, di uno studio e della digitalizzazione a livello casalingo. L’importante è portare su supporto digitale la foto e prepararsi in questo modo a condividere nel modo più facile possibile in tempi successivi il proprio patrimonio nel database comune condiviso. Si potrebbero pure organizzare giornate dedicate alla memoria con la sensibilizzazione dei ragazzi nelle scuole. Spesso è solo una banale questione di pigrizia.

Se posso dare dei consigli, la scansione delle foto sempre alla maggiore risoluzione possibile. Un buon valore può essere quello di 600 dpi (pixel per pollice) che assicura la conservazione di molti particolari. Risoluzioni maggiori possono aggiungere solo i particolari della grana della carta fotografica, risoluzioni minori sono un grave peccato di perdita di dettagli. Le foto ottenute con questa risoluzione sono pesanti  per lo scambio su Internet, tuttavia sarà cura poi dei curatori del database pubblico effettuare le opportune compressioni o riduzioni di formato che il progresso tecnico consentiranno. Se salvate in formato .JPG non impostate alcuna compressione e controllate che lo scanner non operi alcuna riduzione in automatico. Il formato più fedele (senza perdita di dettagli dopo la scansione) è il vecchio BMP (bitmap).

Le foto in bianco nero scansionatele in scala dei grigi (o colore se non sapete come fare) e non in modalità bianco nero perchè è facile che lo scanner in questo modo vi restituisca delle foto con pixel solo bianchi o neri caratteristica delle immagini dei fax. Le foto che sono virate o stampate sui colori seppia andrebbero scansionate a colori (con aumento della dimensione dei files), questo perchè il viraggio può indicare un particolare periodo della tecnica e del gusto fotografico o una prolungata esposizione della foto alla luce.

Lo scanner va impostato in modo da raccogliere l’intera foto, compresi i margini della foto perchè anche il tipo di bordo è caratteristico di particolari gusti e periodi.

Durante la scansione, se lo scanner è ben regolato, non è necessario procedere a particolari regolazioni sapendo che gli stessi aggiustamenti sono operati dallo scanner per via software e che quindi tali aggiustamenti possono eseguirsi anche dopo con un software tipo Photoshop da mani più esperte e smaliziate.

Se lo scanner ha il rilevamento automatico del formato dell’originale provatelo e controllate sopratutto che non tagli i margini bianchi della foto se sono interessanti. Il rilevamento automatico evita di scansionare maggiori superfici rispetto a quelle indispensabili con aumento della dimensione del file. Ricordate che ogni scanner ha la propria interfaccia (Twain) e nessuno ha mai pensato di uniformarle. Più o meno hanno le stesse opzioni nascoste in menù e tendine e va presa un po di confidenza con alcune prove per non perdere tempo ed entusiasmo.

Le foto scansionate, andranno raccolte in un una memoria abbastanza sicura (hard disk, cd-rom, ecc.), per il solo scambio tra parenti o per riproduzione. Ci sono servizi su Internet che consentono di creare album gratuiti fino a una certa dimensione anche in risoluzione originale, come per esempio Flick o Picasa.  Se si intende scambiare da subito alcune foto o l’intero patrimonio su Internet è opportuno fare una copia delle foto da maggiore risoluzione (600 dpi) ad una accettabile risoluzione di 200 dpi o riducendo la dimensione del formato ad un buon valore di 1.200 pixel totali del lato maggiore.

Famiglia Lazzari – 8 marzo 1942

Gli scatti sono su Picasa in risoluzione maggiore. Se potete registratevi su Picasa e commentatele lasciando informazioni sul singolo scatto.

LA GALLERIA

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Tre cose per salvarsi la vita

Google è stato recentemente accusato di essere potenzialmente invasivo della privacy dei propri utenti. O meglio di avere ormai raggiunto un grado di espansione sul Web coi suoi servizi da poter controllare quasi ogni utente che si muove sulla rete. La potenza del software schierato da Google in effetti è notevole e sono addirittura in corso i test per un proprio sistema operativo orientato completamente alla navigazione in internet.

A noi piace guardare il lato positivo dei servizi offerti, sfruttarli e dare qualche consiglio a tutti i nuovi naviganti arrivati su Internet grazie ai social-network e ai canali di condivisione video.

Una crescita notevole con utenti che spesso conoscono poco le basi dei servizi essenziali come per esempio i vecchi sistemi di posta. Ma anche ai più smaliziati che finora, esperti della prima ora, se la cavano da soli in tutto, e poi ancora, soprattutto a quelli che cambiano spesso pc o postazione girando per il mondo.

I tre consigli per sfruttare Google, da utilizzare insieme o anche uno per volta sono:

1) Farsi un account di posta su Google (le caselle Gmail). Questo account è un passpartout che funziona ovunque, dalla posta all’accesso al proprio canale su Youtube (anch’esso Google). Attivando la pagina IGoogle è possibile controllare a desktop i nuovi messaggi, inviare e archiviare i più importanti. E’ una email che non dipende dal proprio provider (coi limiti che spesso impongono) e non bisogna settare nulla nei lettori di posta tradizionali. Da poco è stata aggiunta la funzione di gestione con i mailing server ( tramite outlook, thunderbird, ecc..) a mezzo dei soliti server pop. Il servizio pop va attivato nelle opzioni per avviarsi.

Qui trovate il la pagina per creare il nuovo account Gmail.

Da Blog PP – Google

Questa è la Home page di un qualunque browser in cui è installato iGoogle come pagina iniziale.

E’ possibile avere la posta a schermo, l’agenda, le news e pure uno spioncino su Facebook e tanti altri widget.

L’indirizzo della IGoogle è il solito di google con l’aggiunta di una sottodirectory, vale a dire http://www.google.it/ig

2) Installare Google Chrome come browser principale. Ormai è il migliore. Per anni ho usato Firefox, ma ormai come velocità, innovazione e servizi è un po indietro. Il nuovo browser della Microsoft girerà solo su Windows7. Read the rest of this entry »

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Street View a Castro

Nuovo servizio per universitari, emigranti e turisti in crisi di nostalgia.

Aperto il concorso al fotogramma più bello (persone e panorami), qui un comodo link di partenza.

Alcuni scatti:
Il Danno

Da Blog PP – Territorio

Casa, con vespetta

Da Blog PP – Territorio

Piazza Perotti, con luminarie, lavori in corso, suocero e vespetta

Da Blog PP – Territorio

Mandate le vostre catture o il link (il link lo da google in alto a destra).

Da Blog PP – Territorio
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Facebook e gli Effetti Collaterali

Facebook è più di una moda. Dai Gruppi di discussione su Usenet, ai Forum, a mIRC e poi le prime video chat di NetMeeting fino a tutte le versioni di Messenger, Skype e via socializzando, nulla è stato così aggregante e partecipativo di Facebook. Le ragioni sono tante e tra i meriti del nuovo social network quello di aver coinvolto alle nuove tecnologie numerosi utenti che mai e poi mai avevano pensato di essere attratti da un computer. Lo sviluppo di Facebook è stato notevole a partire dalla scorsa estate e tale da spingere il Garante per la protezione dei Dati Personali ad intervenire per suggerire ai neofiti della rete qualche consiglio. Un piccolo opuscoletto che trovate pure alle Poste.

Qui a Castro, alle Poste, il tempo per la lettura non manca, e basta e avanza per la ventina di pagine che spiegano un po di problemi di privacy che l’uso della rete può creare.

L’opuscolo è disponibile anche a questo link, oppure scaricabile cliccando qui.

Ci sono molti buoni consigli da seguire, personalmente dopo un po di anni di rete mi sento di aggiungerne qualcuno di più pratico ed efficace.

1) Non usare mai la email principale, quella a cui ci tenete di più. Dopo aver registrato l’email/account che il provider vi ha messo a disposizione, provvedete a crearvene una di comodo (dallo stesso provider se ve ne concede più di una o da un servizio free, tipo hotmail, kataweb, ecc..) . Da questo momento usate l’email di comodo per muoversi sulla rete riservando quella principale agli usi strettamente personali o professionali. L’email di comodo non deve avere riferimenti a nomi e cognomi personali e non deve essere mai (ripeto mai) usata sui siti personali. La email da battaglia serve a registrarsi sui vari siti e forum il cui scopo, spesso occulto, è quello di raccogliere liste di email personali a cui spammare ogni schifezza. Il lavoro di molti virus (troiani, keylogger, ecc.) viene così facilitato dallo stesso utente che inconsapevolmente consegna a webmaster di pochi scrupoli la propria email. Siti porno o di download di software piratato servono di fatto a raccogliere email valide e funzionali per uno spamming preciso e mirato.  Lasciando nell’anonimato l’email personale principale, farete sfogare tutta la inevitabile schifezza su una email di comodo che utilizzerete quel tanto che serve. Perchè non usare l’email di comodo anche sui siti seri? Perchè i motori di ricerca hanno la pessima abitudine di catalogare tutti per cui è imbarazzante trovare nei risultati della ricerca un indirizzo di posta identico sia su una pagina di facebook sia in un forum di amanti del reggicalze.

Anche su Facebook andrebbe usata l’email di comodo. Benchè Facebook usi l’accortezza di scrivere l’email dell’utente come una  immagine e non come testo (notatelo nelle vostre Info) ci sono almeno un paio di metodi per acquisirla in modo quasi automatico e rivenderla a gente senza scrupoli. Per uno spammatore la qualità delle email è importantissima. Riuscire a rivendere una lista di mille-duemila email valide utilizzate da gente iscritta ai gruppi di interessi specifici (appassionati, collezionisti, professionisti, ecc..) per uno spamming di pochi post ben mirati può essere molto proficuo. Piuttosto che spammare milioni di post con dei generatori casuali di indirizzi, una piccola lista corretta può essere più efficace.

2) Evitare di postare, più che i propri dati personali, le proprie idee personali, specie se poco moderate, estreme o  integraliste. Ognuno è libero di esprimere quello che pensa, ma nel farlo bisogna che si sia coscienti che ormai l’anonimato su Internet non esiste più. Le idee che nessuno si sognerebbe di dire per strada o su un manifesto murale, è uso gridarle in ogni forum e social network. E se di quello che si dice e si proclama a vent’anni si è pronti a sopportarne le responsabilità, non è detto che lo sia a ventuno. A cinquant’anni ho visto troppi coetanei col giornale di lotta e resistenza sotto il braccio finire a cantare nel coro della parrocchia. Tipi con le basette rasate e coi Rayban, iscriversi al sindacato per salvare lo stipendio con cui campa la famiglia. Una rapida ricerca del vostro nome e cognome su Internet tra qualche anno potrebbe essere assai imbarazzante, quando i bollori si sono calmati e il mondo del lavoro si affaccia. Questo consiglio, non leggetelo come un invito a censurarvi, ma come una raccomandazione a essere più scaltri e prudenti nella navigazione, specie se quelle idee non sono profondamente e intimamente condivise.

3) Evitate di postare immagini erotiche. Se avete chiesto l’amicizia anche a persone al di fuori della vostra cerchia di amici e coetanei, e ci tenete a conservarla, ricordate che non sempre una donna o una mamma gradisce bacheche simili alla copertina di una rivista per adulti.

Dopo molti pc di amici e conoscenti rimessi in moto per problemi vari vi posso assicurare che trovare immagini o tracce di navigazione hot su un hard disk di un utente maschio è la regola. Anni fa, quando la connessione a Internet richiedeva ore di preparazione ed era un rito collettivo, appena qualcosa faceva intuire che il collegamento era stabilito, l’addetto alla tastiera era virilmente invitato a digitare nella barra degli indirizzi quei tre quattro link ai siti imparati a memoria, salvo poi non saper come fare a cancellare il vuvuvugessicarizzo memorizzato nei suggerimenti automatici.  Per cui, nel privato, col vostro pc fateci quello che volete (anche se in questi anni a qualche imputato hanno fatto pagare cara pure qualche immagine negli hard disck o nella pennetta), ma evitate di replicare in contesti sociali troppo eterogenei le vostre ricerche.

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Per i casi disperati – Un antivirus gratis

E per giunta dalla Microsoft stessa.
Sono in pochi disposti a pagare un antivirus. Alcuni si arrangiano tra offerte free, offerte a tempo, a rubacchiare codici di tanto in tanto, il resto naviga con antivirus scaduti, obsoleti, col database vecchio. Alcuni hanno una versione di antivirus da archeologia, tipo il vecchio Norton, regalato in brand con la scheda madre, che non ha neppure la procedura di disinstallazione. C’è pure la categoria di chi ne installa due o tre per volta, tutti ovviamente datati e impallati reciprocamente. C’è poi la fascia dei formattoni che ogni settimana formatta l’hard disk e quelli che tanto c’è l’amico che lo caccia dai guai.

In completo silenzio è passata la proposta della Microsoft di un vero e proprio antivirus. Dopo il grossolano mensile Windows Defender, che si scarica col tradizionale Windows Update, la notissima software house rilascia Security Essentials per Windows XP e Vista. Gli esperti che lo hanno provato dicono che i pregi superano le pecche.

Lo scaricate da qui. L’unica condizione che il sistema operativo sia genuino (o reso tale).

http://www.microsoft.com/security_essentials/

Prima di installarlo ricordate di disinstallare il vecchio antivirus.

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Obsoleto [ob-so-lè-to] aggettivo: Antiquato, sorpassato

In questo cercare appunti e cose vecchie nei cassetti salta fuori questa vecchia fattura del 1992.

Scheda madre con processore e coprocessore matematico famiglia 486. Frequenza della CPU 33 Mhz, 4 Megabyte di Ram, due Floppy Disk e un Hard Disk da 105 Megabyte.

La scheda, la tengo appesa nello studio per puro affetto

Nessuna porta IDE integrata, l’Hard Disk si montava su una scheda I/O su slot ISA. Tutti slot ISA, anche per la scheda video.

L’hard disk da 105 megabyte, nemmeno una pendrive. Il Dos rispettava lo spazio e tutti i dati di input e output stavano in un floppy. Il cdrom arrivò dopo, il modem nel 1995.

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