Tra le fotografie, ormai tutte digitali, trattate per somigliare in modo perfetto alle pitture classiche e pitture tradizionali distorte per assomigliare agli effetti dei moderni filtri digitali, il limite tra pittura e fotografia  è andato sempre più assottigliandosi e confondendosi. Le due arti non sono mai state antitetiche come molti affermano. Si addebita alla fotografia di aver spinto la pittura fuori dai suoi ambiti preferiti (il ritratto e il paesaggismo) e questo è sicuramente vero. Un ritratto, per quanto banale e approssimativo, richiede numerose sedute con impegno economico e di tempo non indifferente. I ritratti di gruppi, poi, cose per soli aristocratici avvezzi al far nulla per lignaggio.

L’avvento della fotografia spinse la pittura fuori dal tradizionale renumerato campicello del figurativo e la portò a esplorare l’irreale, dall’Espressionismo alla completa destrutturazione del Cubismo. Non fu solo naturale esplorazione del linguaggio artistico, come spesso si afferma, facendo pure  il parallelismo con lo sviluppo della scienza della psicoanalisi dell’800, ma anche semplice necessità di vendere un nuovo prodotto commerciale non più imitabile dal processo fotografico.

Se tracciamo una ideale linea retta (rosso) che rappresenti il corso dei secoli e la perfetta corrispondenza tra la riproduzione artistica o fotografica e il reale, potremmo vedere lo sviluppo del grado di somiglianza nel corso dei secoli con alcune sorprese. Per esempio ci accorgeremmo che già nel 400 il grado di riproduzione (come disegno e colorazione) è altissimo, al punto da far sospettare l’uso di attrezzi per assistere almeno il disegno preparatorio. Troviamo pure dei picchi di iperrealismo. L’osservazione ha dato origine a una polemica solo nel momento in cui si sono accusati i grandi maestri della pittura di essersi fatti aiutare da ottiche, specchi, camere oscure.
Le tecniche, in realtà, non sono così arcane e segrete e in questo sito potete approfondire con dovizia di illustrazioni i vari metodi. La polemica principale si sviluppa unicamente sulla datazione di questi ausilii, mentre per gli ultimi secoli la discussione neppure si pone.

Da BLOG PP – Casciaro 2010

Nel nostro grafico vediamo come la pittura tradizionale (linea verde) sfugge con gli anni sempre più dalla realtà e va a sviluppare i nuovi stili moderni proprio con l’affermarsi della tecnica fotografica. Infatti se nel Rinascimento l’aiuto delle ottiche e degli specchi aiuta solo nel disegno preparatorio del successivo dipinto tradizionale, nell’ottocento la chimica consente per la prima volta l’opera di somiglianza senza uso del pennello.

Da BLOG PP – Casciaro 2010

E ancora più curioso è l’ultimo tratto della evoluzione della somiglianza, dove si nota come a sua volta è la stessa fotografia che tende a imitare la stessa pittura (con l’uso di tanti filtri digitali) rompendo lo sforzo di riprendere i dettagli assoluti dell’immagine e addirittura distorcendola (effetti pastello. ecc..).

Carlo Casciaro, già maestro degli strumenti classici della matita, del pastello e del pennello,  prova di tanto in tanto a rompere ogni remora e si dedica a una totale commistione tra le due arti, aggiungendo agli strumenti classici il nuovo strumento del mouse. Fotografa il reale o l’immagine del passato, a volte la stessa pittura, la elabora e la stampa con moderni sistemi industriali, riprendendo poi ancora l’esito finale, con la stessa pittura tradizionale. Nulla di nuovo, siamo sicuramente in pieno ambito Pop, dove il risultato è garantito solo dal gusto personale dell’artista e dalla perfetta pratica di una poliedrica tecnica pittorica. Non a caso Casciaro applica la sua arte anche a oggetti di uso comune o di consumo.

Da BLOG PP – Casciaro 2010

In occasione della Fiera di San Vito 2010, Casciaro, oltre alle tradizionali prove di pittura (dipinti o disegnati su tela, cartoncini con olii, acrilici, matita e altre tecniche miste), presenta alcuni lavori sviluppati con questa commistione, tutti molto belli, che meritano una bella parete specie nelle case di giovani coppie, proprio a segnare la fine definitiva di qualcosa e l’inizio di un nuovo modo di rappresentare. Per nulla seriale, ma svelto e concentrato a riprendere il significato, il sentimento e il fascino della rappresentazione.

Da BLOG PP – Casciaro 2010

Lascia un commento