Esiste un suono nei tanti dialetti e lingue parlate che è difficile far capire, se non facendolo ascoltare. Spesso, nei testi, è ricondotto a una banale doppia “dd” del dialetto leccese (beddu) che di speciale non ha nulla se non un cambio di doppia L in doppia D, insomma un Beddu al posto di Bellu.
Poi c’è Beddrhu e proprio qui vengono i dolori a capirsi. Perchè in molte zone della Sicilia, della Basilicata e del Salento meridionale piace riempirsi la bocca con questo strano impasto di suono. Un suono che è difficilissimo da acquisire da grandi e che molti si vergognano di usare per non passare per poppiti. Per cui il gentile cittadino leccese “mangia” mentre il rustico villano della provincia spesso “mancia”.

La migliore descrizione che ho trovato in rete è presa da un sito dedicato a Lacedonia un comune in provincia di Avellino:

LA CACUMINALE – La cacuminale retroflessa: da notare il passaggio di / ll / a > / dd /, che per la retroflessione dell’ ultima /d/ conferirà al nesso consonantico un suono simile a / dhr /, ove il suono /r/ sarà dato formando il diaframma di articolazione con le estremità posteriori laterali della lingua che andranno a toccare i molari superiori destri e sinistri, e la punta della lingua leggermente retroflessa sotto il palato anteriore, subito dopo i denti incisivi superiori. Questo è un tratto tipico del dialetto lacedoniese riscontrabile anche nel dialetto di S.Andrea di Conza, di Bisaccia e di S.Agata di Puglia (ma sicuramente anche in altri dialetti della zona); è molto diffuso in Sicilia (sia ►ddhr e sia ►dhr, in Puglia, in Calabria, in Corsica e in molti paesi arabi, specialmente sulla costa nord africana. Sembrerebbe, ma non è affatto certo, che questo suono sarebbe anteriore all’Indoeuropeo.

Il modo di scriverlo non è nemmeno codificato e spesso ci si riferisce alla semplice cacuminale retroflessa che nell’alfabeto fonetico internazionale è rappresentata dal simbolo  ɖ

Nelle scritture locali in dialetto viene spesso rappresentata da un complesso ddrha, una consonante che si articola con tutte le vocali (come per la sorella doppia tt nella consonantre ttrha).

I l suono raggiunge l’apoteosi in alcune parole o espressioni:

in quel posto >  ddrhainttrha

lì > ddrhai

dentro > ‘ntthra

per cui la frase “in quell’olio lì” diventa “‘nttrha ddrhoiu ddrhai

e ricordatevi che senza cacuminale non ci sono neppure i purciddrhuzzi de natale.

Qui un po di prove da parte di due giovani esordienti

Il suono in mp3

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