Continua il mistero sulla Porta Terra. Abbattuta o caduta, qualche anno prima del 1903, così come racconta Filippo Bacile di Castiglione nei suoi Scritti Varii, descritta velocemente da Cosimo De Giorgi nei suoi Bozzetti di Viaggio, inspiegabilmente mai ritratta da artisti e mai inquadrata negli scatti dei primi fotografi.
Oltre a voler conoscere le sue caratteristiche, viene da sapere le ragioni per cui nessun disegnatore, artista o fotografo, l’abbiano ritenuta degna di un attimo di attenzione. Certo, le viste da Nord o da Ovest sono notevoli e stupefacenti e tali da polarizzare ogni attenzione. Tra i tanti misteri, anche questo mistero non è meno stimolante.
Alla ricerca di un qualunque aiuto, l’ultima traccia di ricerca su cui lavoravo però è andata falla un paio di giorni fa.
Ricordavo quello che avevo appreso nei miei studi universitari di topografia, vale a dire che con l’Unità d’Italia si era dato corso alla redazione di una nuova e organica carta geografica nazionale e che a questo scopo erano stati fissati dei capisaldi per le triangolazioni su torri e campanili di vari centri del mezzogiorno, e ancora oggi sulle mappe dell’Istituto Geografico Militare è facile osservare il simbolo di capisaldo sulla Torre Cavaliere del castello di Castro.
Più volte in molte storie di monumenti antichi avevo incontrato il termine di “prospettino” con riferimento proprio alla istituzione di questi capisaldi, intuendo che fosse una specie di raffigurazione grafica dell’edificio su cui era apposto il segno topografico di collimazione.
Da un po di anni ero alla ricerca di questi prospettini della Terra d’Otranto, finchè un amico geometra non mi segnala che già nel 1997 il suo Collegio professionale aveva curato la pubblicazione monografica ed integrale di tutti i prospettini della Puglia, sia della Terra d’Otranto che della Terra di Bari.
Avuta in mano l’opera ci trovo il castello di Castro, tuttavia ritratto da tramontana in una vista che ricorda molto la vista del De Giorgi. Peccato, potevano riprendere la Torre Cavaliere da levante e magari schizzare qualcosa della vecchia porta.

Lo schizzo che riporto di seguito è del 30 settembre 1870, qualche anno prima dei viaggi di Cosimo De Gorgi e raffigura un castello in alcune parti malandato.

Più interessante l’accenno alla strada non carrozzabile per arrivare a Castro (ogni topografo infatti appuntava ogni riferimento alla visibilità e all’accesso al capisaldo per i colleghi che sarebbero ritornati per le successive misurazioni). Difatti, dai carteggi d’archivio storico del Comune di Ortelle sapppiamo che i lavori di sistemazione della via Vignacastrisi-Castro furono condotti non prima del 1874 ( e forse conclusi nel 1891) anno in cui l’Amministrazione ortellese chiede alla Sotto-Prefettura la concessione di sussidio per la sistemazione della strada.

Nel’album fotografico su Picasa trovate altri prospettini di altri edifici in comuni più o meno vicini.

La caccia alla Porta Terra continua.

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