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Il mio San Vito

Il mio San Vito

Credo di essere stato portato in questo posto già nella culla. Col padre fuori di casa a fare il muratore e il resto della famiglia contadina non c’erano altre possibilità: i nonni paterni mai conosciuti, una nonna che di notte lavorava a fare il pane e l’altra ad aiutare in campagna. I primi ricordi della mia vita sono tutti in fondo ad una strada: quella di via Mameli, allora una strada chiusa senza asfalto perennemente allagata, e quella di Santa Marina che si fermava nel mio campicello dopo due passi la chiesa ipogea della Madonna della Grotta. Qui la mia famiglia, in un fondo  ai lati di un ampio largo pubblico, si dedicava alla cura del tabacco e aveva un bell’ortale. Ancora è così, solo che la coltura del tabacco non c’è più e quei posti della mia infanzia, accanto al mio fondicello, sono così cambiati da non riconoscerli quasi più. Sono gli spazi noti semplicemente col nome di San Vito nel Comune di Ortelle, e sono stranoti perchè ogni quarta domenica di ottobre si svolge la Fiera di San Vito.  Fino al mio primo motorino è stato lo spazio esclusivo della mia infanzia e della mia giovinezza. Il pomeriggio si animava di compagni e amici ed era veramente il centro della vita sociale del paese. L’estate ci passavo tutti i giorni e tutte le ore, dalle prime ore dell’alba le più proficue per la raccolta delle foglie del tabacco fino alla notte tarda passata a coprire le foglie in essicazione.

In questi giorni il Comune di Ortelle ha avviato un progetto che sta coinvolgendo tutta la cittadinanza per capire che forma e funzione dare a questo spazio enorme trasformato alla fine degli anni settanta in uno dei più stupidi parchi urbani che la mente umana possa concepire. Erano gli anni dell’asfalto, dei mattoni di cemento e delle ruspe sempre in moto. E’ stato aperto un blog apposito per accettare idee e commenti in ogni modo possibile. Il link è QUI

Cosa fare di San Vito?   Beh, io intanto provo a raccontarvi cos’era questo posto negli anni ’60 e cosa resta nei ricordi della mia generazione. Cercherò pure di spiegare la genesi di questo grande spazio rimasto sempre pubblico che ospita due cripte basiliane, una chiesa settecentesca e una fiera plurisecolare.

Ho appuntato i luoghi della mia memoria con i numeri di una leggenda che guiderà il racconto in più post su questo blog.

Ogni numero rappresenta la sintesi di uno o più ricordi, a volte accennati a volte più articolati. Sono i miei ricordi,  a volte confusi e a volte più chiari.

Se un ricordo vi ha interessato in modo particolare commentatelo. Se volete proporne uno fatelo.
Il mio San Vito

Il mio San Vito 1-2-3 – La Madonna della Grotta

Il mio San Vito 4-5-6-7 – Il Tabacco

Il mio San Vito – 8-9-10-11 – Le spine e i grilli.

Il mio San Vito – 12 – Le cicureddhre

Il mio San Vito – 13 – 14 – 15 – La Cappella

Il mio San Vito – 16 – 17 – La spianata

Il mio San Vito – 18 – 19 – 20 – 21 – Le casette

Il mio San Vito – 22 – 23 – 26 – il Campo di pallone
 

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